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	<description>Dipinti antichi a Torino dal 1993</description>
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		<title>Amart Milano 2022</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2022 08:08:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;EVENTO: AMART è la rassegna promossa dall’Associazione Antiquari Milanesi che è diventata, dopo il successo di pubblico e di critica delle edizioni 2018 e 2019, il punto di riferimento per il mercato antiquario ed artistico italiano ed internazionale, nucleo pulsante per riscoprire il valore e la bellezza dell’arte in tutte le sue espressioni. INFO: OCTOBER [&#8230;]]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;EVENTO:</h2>



<p>AMART è la rassegna promossa dall’Associazione Antiquari Milanesi che è diventata, dopo il successo di pubblico e di critica delle edizioni 2018 e 2019, il punto di riferimento per il mercato antiquario ed artistico italiano ed internazionale, nucleo pulsante per riscoprire il valore e la bellezza dell’arte in tutte le sue espressioni.
</p>



<h2 class="wp-block-heading">INFO:</h2>



<p>OCTOBER 19-23, 2022 | Museo della Permanente</br>

Mercoledì – Sabato ore 11.00 – 20.30 |
Domenica ore 11.00 – 19.30 Italia</br>
<b>Ci trovate allo Stand 41</b></p>
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		<title>Mattia Preti</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 10:31:35 +0000</pubDate>
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							<div class="page" title="Page 1"><div class="layoutArea"><div class="column"><div class="page" title="Page 1"><div class="layoutArea"><div class="column"><p><strong>Mattia Preti </strong>(Taverna,1613-La Valletta,1699) altresì detto il <em>Cavaliere Calabrese </em>(per le sue origini e per aver ottenuto tale titolo da Papa Urbano VIII) è un pittore che ha saputo esprimere nei suoi quadri lo stile del barocco italiano, con precisi e signiﬁcativi riferimenti al caravaggismo del 1600.</p><p>Appartenente ad una famiglia di ceto intermedio, di un piccolo borgo della Sila, nel 1630 si trasferì a Roma, raggiungendo il fratello maggiore Gregorio (anch&#8217;egli pittore), con il quale diede inizio ad un vero e proprio sodalizio artistico. Gli anni romani vedono ﬁorire e maturare le opere del <strong>Preti pittore, </strong>presenti non soltanto nelle collezioni private di importanti e nobili famiglie romane, ma anche presenti nel panorama, non meno prestigioso, delle commissioni pubbliche.</p><p>Durante la sua permanenza a Roma, rimase affascinato dalla pittura dei caravaggeschi ed in particolar modo da quella di Bartolomeo Manfredi, il cui genere pittorico prediligeva la rappresentazione di frammenti di vita quotidiana. <strong>Mattia Preti pittore, </strong>durante la sua vita, fu molto produttivo e, grazie ai suoi viaggi nell&#8217;Italia Settentrionale, possiamo riscontrare le suggestioni dei pittori bolognesi, emiliani e veneti.</p><p>In occasione del Giubileo il cardinale Francesco Peretti commissiona a <strong>Preti Mattia </strong>di affrescare le pareti dell&#8217;abside della chiesa romana di Sant&#8217; Andrea della Valle, opera che però non riuscì ad ottenere il plauso ed il consenso sperato. Sebbene criticata, quest&#8217;opera è certamente tra i suoi lavori più signiﬁcativi, in quanto denota chiaramente le inﬂuenze di Pietro da Cortona.</p><p>Nel 1653 si trasferì a Napoli e qualche anno più tardi dipinse il <em>Ritorno del ﬁgliol prodigo, </em>ancora conservato presso il Museo Nazionale dei Capodimonte (Napoli). Sempre nella città partenopea, dove importanti erano le tracce lasciate dal Merisi, <strong>Mattia Preti </strong>gratuitamente si fece carico di affrescare dipinti votivi sulle porte, in parte come atto propiziatorio per scongiurare la peste, in parte come ammenda per aver ferito a morte una guardia, contrario al suo ingresso in città.</p><p>Nel 1661 si trasferisce deﬁnitivamente a Malta (terra che ne conserva le spoglie) forse con l&#8217;intenzione, essendo Cavaliere dell&#8217;Ordine, di ottenere diversi ingaggi. Sarà in effetti questo periodo estremamente produttivo e proliﬁco, sino alla sua morte avvenuta nel 1699.</p><p> </p><h2>Pittore Mattia Preti</h2><p>Il <strong>pittore Mattia Preti </strong>è unanimamente considerato uno degli esponenti più rilevanti dell&#8217;arte pittorica del 1600.</p><p>L&#8217;essere appartenuto ad una famiglia nobile, gli permise ﬁn da subito di approfondire i suoi studi, grazie ai suoi viaggi. La città natale, (Taverna, oggi in provincia di Catanzaro) era infatti un piccolo borgo ben lontano dal fervore culturale dei centri urbani dell&#8217;epoca.</p><p>Occorre, riconosce nei suoi lavori, la capacità di mescolare con equilibrio e misura, oltre che i colori, anche le diverse suggestioni che gli derivarono dall&#8217;aver dimostrato apertura e curiosità nei confronti dei pittori dell&#8217;epoca. I vari suggerimenti e le ispirazioni, infatti, contribuirono a rendere la sua arte &#8220;ﬂuida&#8221; e costantemente in evoluzione. Il <strong>pittore Mattia Preti</strong>, infatti, seppe sapientemente amalgamare il classicismo, il barocco ed il naturalismo.</p><p>Seppur vicino al caravaggismo, il Preti tradusse lo stile del Merisi, seguendo in realtà la rielaborazione che di esso ne fece il Manfredi. Il metodo manfrediano infatti, agli sfondi monocromi, con colori bruni e tagli di luce violenta, preferiva la pittura di genere, ossia la rappresentazione della vita quotidiana. La luce che per il Caravaggio rappresenta simbolicamente la lotta tra ciò che limpido e ciò che è oscuro, viene qui a perdere questa accezione e quel drammatismo tipico e presente nelle tele del Merisi.</p><h2> </h2><h2>Mattia Preti opere</h2><p>L&#8217;approfondimento di <strong>Mattia Preti opere </strong>deve tenere conto di un lunghissimo arco di tempo, giacché la sua carriera durò circa sessant&#8217;anni e fu caratterizzata da un parallelismo tra viaggi e suggestioni stilistiche; è possibile, infatti, suddividere i periodi pittorici del Preti anche sulla base dei suoi soggiorni nell&#8217;Italia Settentrionale.</p><p>La sua formazione ebbe inizio nella città eterna, ma proseguì a Venezia, dove conobbe il Tintoretto, in Emilia dove si interfacciò con Carracci ed il Guercino, Napoli ed inﬁne i suoi ultimi anni a Malta.</p><p>Le opere che caratterizzano il periodo napoletano, citiamo ad esempio la <em>Resurrezione di Lazzaro </em>presentano la teatralità del caravaggismo: nel dipinto in questione la scena è fortemente connotata dal naturalismo, la luce che origina dall&#8217;angolo destro della tela non sembra provenire da una fonte naturale. Ella svolge un compito preciso: illuminare con un taglio obliquo le ﬁgure evidenziando il corpo smunto di Lazzaro nell&#8217;atto preciso in cui avviene il miracolo della redenzione.</p><p>Il Preti scelse Malta come luogo in cui trascorrere il resto della sua vita ed una prima commissione fu la <em>decorazione della Concattedrale di San Giovanni Battista </em>alla Valletta. La tecnica scelta non fu quella dell&#8217;affresco, bensì quella di utilizzare una preparazione a base di olio. Nella volta a botte, divisa in sei sezioni, con arcate, sono ritratte le storie di San Giovanni Battista. Memore della precedente e delicata esperienza nell&#8217;affrescare la Chiesa di Sant&#8217;Andrea della Valle, Mattia Preti pone, in quest&#8217;opera particolare cura nella proporzione delle ﬁgure. Lo stile barocco sembra qui essere magistralmente ricordato dall&#8217;utilizzo di tonalità dorate e azzurre, in una pittura aprica.</p><p>Torneranno però le tonalità cupe e ombrose, come nel <em>San Giorgio </em>(Basilica di San Giorgio a Gozo), dove il Santo, nell&#8217;atto di soggiogare il drago evoca l&#8217;essenza dello stesso spirito cristiano capace di sconﬁggere il male. La luce ha nel dipinto il compito di illuminare la stessa fede cristiana, qui rafﬁgurata da una ﬁgura femminile intenta in un atto di preghiera.</p><p>Tra le <strong>opere </strong>vi segnaliamo <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/mattia-preti-taverna-1613-malta-1699-san-matteo/"><strong>Mattia Preti </strong>anche il </a><a href="https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/mattia-preti-taverna-1613-malta-1699-san-matteo/"><em>San Matteo</em></a></p><p><em> </em>Mattia Preti è un insigne rappresentate della pittura del 1600 il cui obiettivo fu quello di tornare alla naturalezza delle rafﬁgurazioni, attraverso il disegno dal vero capace di chiarezza comunicativa ed emozionale.</p></div></div></div></div></div></div>						</div>
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		<title>Rutilio Manetti</title>
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							<div class="page" title="Page 1"><div class="layoutArea"><div class="column"><div class="page" title="Page 1"><div class="layoutArea"><div class="column"><p><strong>Rutilio Manetti </strong>è un pittore italiano del 600, senese di nascita (<a href="https://suite.seozoom.it/piano-editoriale/article/72777/project/pittoridelsiecentoinitalia">pittoridelsiecentoinitalia</a>)</p><p>Mancano note bibliograﬁche riguardanti i primi venticinque anni di vita del Manetti; pertanto, rispetto al suo apprendistato l&#8217;ipotesi più accreditata lo vedrebbe insieme a Francesco Vanni (ﬁgura di spicco per l&#8217;arte senese del ﬁne 1500, inizio 1600). Nel 1615, in relazione forse ad un suo viaggio a Roma venne in contatto con il naturalismo del Caravaggio, traendone ispirazione, così come ispirazione trasse anche dal Guercino.</p><p>La pittura senese deve proprio al Manetti il suo affacciarsi alle novità stilistiche del caravaggismo, in quanto egli stesso modiﬁcò il suo stile, oscurando le sue tele così da rendere l&#8217;atmosfera dei suoi dipinti &#8220;offuscata&#8221;. In sintonia con il periodo ed il dinamismo del 600, <strong>Rutilio Manetti </strong>intervallò rappresentazioni con tematiche religiose a rafﬁgurazioni più legate a scene del quotidiano. Il favore della critica non è stata contestuale al suo periodo, ma decisamente più vicina ai giorni nostri.</p><p>Attualmente, infatti, viene considerato uno degli artisti più rappresentativi della pittura senese.</p><h2>Rutilio Manetti opere</h2><p>Il 1597 è l&#8217;anno in cui <strong>Rutilio Manetti </strong>inizia le sue <strong>opere</strong>. Nella Sala del Concistoro de Palazzo Pubblico di Siena possiamo trovare alcune lunette. Fu inizialmente in linea con il &#8220;baroccismo&#8221;, come confermato dalla tela La <em>Madonna col Bambino San Giovannino e Santa Caterina da Siena </em>(1610). Il ciclo di affreschi presso la Sala Consigliare rappresenta un impegno artistico non indifferente, che il Manetti condivise con altri pittori, piuttosto importanti, quali: Vanni, Salimbeni e Sebastiano Folli.</p><p>Nel 1615 la svolta stilistica caravaggesca, nelle opere come: L&#8217;<em>Estasi della Maddalena </em>della Galleria Palatina di Firenze e successivamente nell&#8217;<em>Estasi di San Gerolamo </em>delle Collezione Monte dei Paschi. Nel corso degli anni la sua pittura ebbe nuovamente modo di &#8220;apprendere&#8221; da Gerrit Van Hontorst, Valentin de Boulogne, Nicolas Tournier, Bartolomeo Cavarozzi, Orazio Borgianni.</p><p>L&#8217;opera che però ne consacrò le qualità artistiche è certamente il Ri<em>poso durante la fuga in Egitto, </em>conservato nella chiesa di San Pietro alle Scale a Siena.</p><h2>Rutilio Manetti aste</h2><p>La scoperta e la conferma della maestria artistica di <strong>Rutilio Manetti </strong>trova spazio anche nel mondo delle aste. La stima di un quadro antico è tra i servizi che noi offriamo, partendo da una consulenza personalizzata. Una visita nella nostra galleria può diventare un&#8217;occasione per condividere con la nostra professionalità e competenza la valutazione di un quadro, ma è anche regalarsi un&#8217;esperienza sensoriale tra i tesori dell&#8217;arte antica.</p></div></div></div></div></div></div>						</div>
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		<title>Pittori italiani del 600</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 09:56:37 +0000</pubDate>
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							<div class="page" title="Page 1"><div class="layoutArea"><div class="column"><div class="page" title="Page 1"><div class="layoutArea"><div class="column"><p>I <strong>pittori italiani del 600 </strong>appartengono ad una precisa e signiﬁcativa cornice artistica che è quella del Barocco, i cui tratti appaiono riconoscibili a partire dalla ﬁne del 1500 e sino agli inizi del 1700.</p><p>La pittura di genere, di stampo naturalistico, quella più classicista e quella più veristica si intrecciano in questo secolo e trovano la loro maturità espressiva. Il lato più classico del Barocco è rappresentato da Annibale Carracci, così come quello più realistico da Michelangelo Merisi, detto il &#8220;Caravaggio&#8221;.</p><p>L&#8217;arte del 1600 si può, almeno in parte, deﬁnire come la longa manus della chiesa, in quanto strumento di propaganda, attraverso il quale il potere religioso cerca consenso e afﬁliazione. Il suo conformismo si espresse nell&#8217;essere attenta seguace dei suggerimenti della controriforma, nel rappresentare l&#8217;iconograﬁa sacra. La supervisione controllo di quest&#8217;ultima originò una certa faziosità che rese gli artisti meno liberi di esprimersi.</p><p>Annibale Carracci nelle sue opere inizia, comunque, un percorso di separazione ed evoluzione dai temi prettamente religiosi, aprendo la strada ad una pittura più decorativa. Ne &#8220;<em>la fuga in </em><em>Egitto&#8221; </em>natura e religione sono in perfetto equilibrio tra loro. Alla natura che è sia umana che divina spetta il compito di fare da collante tra l&#8217;uomo e Dio. Allo stile del Carracci si rivolge anche Guido Reni, La cui opera <em>Atalanta e Ippomene </em>contribuì a confermare la sua singolarità ed originalità. La tela evidenzia un netto contrasto tra lo sfondo scuro e la diafanità dei due corpi e racconta di come, con uno stratagemma, Ippomene riesca a superare nella corsa Atalanta e a giungere di conseguenza alle nozze, proprio grazie alla sua vittoria.</p><p>La <strong>pittura italiana del 600 </strong>si affranca, quindi, dal manierismo del secolo precedente per dimostrarsi indipendente, vitale ed in linea con un’importante rivoluzione culturale: il passaggio da una mentalità umanistica ad una mentalità scientiﬁca. La prevalenza del disegno e del colore tonale, tipici del 1500, lasciano spazio all&#8217;arte ﬁgurativa, dove troviamo suggestioni del Classicismo, del Naturalismo e del Barocco.</p><p>Roma divenne protagonista per l&#8217;arte e la cultura del Seicento oltre che rappresentare la culla del Barocco, che da lì si espanse contaminando virtuosamente tutte le arti, anche quelli minori.</p><p>Possiamo però deﬁnire la <strong>pittura italiana del 600 </strong>multidisciplinare, grazie alla sua apertura nell&#8217;accogliere suggestioni ed inﬂessioni artistiche differenti tra loro. Barocco sì, ma non solo&#8230;</p><p>Accanto alla corrente naturalista dove, il già citato, Caravaggio pone i fondamenti di tale pittura, con i suoi contrasti di luci ed ombre, troviamo anche il ﬁlone classicista che origina un connubio, interpretando i modelli classici in modo naturalistico. Obiettivo è quello di creare un maggior coinvolgimento emotivo, grazie anche a colori più vivi e a rafﬁgurazioni dinamiche.</p><p>Le varie interpretazioni artistiche non sono da considerarsi contrapposte tra loro, bensì sono da percepirsi con una visione circolare, fatta di scambi, di dialoghi e di comunione. L&#8217;elemento della natura è, più di tanti altri esempi, quello che meglio suffraga questa &#8220;corrispondenza d&#8217;amorosi sensi&#8221; tra classicismo, naturalismo e barocco, poiché elemento costante e ricorrente in ciascuna.</p><h2>Pittori del 600</h2><h3>Pittori<a href="https://www.galleriagiamblanco.com/tag-prodotto/1600-xvii-secolo/"> del 600</a></h3><p>Ciascuno ha contribuito ad originare un&#8217;arte persuasiva, capace di suscitare sentimenti, emozioni e pathos.</p><p><a href="https://www.galleriagiamblanco.com/tag-prodotto/1600-xvii-secolo/"><strong>htt</strong><strong>p</strong><strong>s://www.galleriagiamblanco.com/tag-prodotto/1600-xvii-secolo/</strong></a></p><h3> </h3><h3>Agostino Verrocchi</h3><p><strong>Pittore del 600 italiano </strong>predilesse rappresentare nature morte, i cui oggetti collocati su diversi livelli diedero le prime suggestioni di concetti quali, profondità e prospettiva.</p><p>Opera</p><p><a href="http://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/agostino-verrocchi-roma-1586-1659-possibile-">https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/agostino-verrocchi-roma-1586-1659-possibile-</a> autoritratto/</p><h3> </h3><h3>Rutilio Manetti</h3><p>Vicino al naturalismo caravaggesco, oltre a tratteggiare tematiche religiose, nelle sue opere, seguì anche i soggetti tipici del Merisi.</p><p>Opera</p><p><a href="https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/attribuibile-a-rutilio-manetti-siena-1571-1639-maddalena-e-gli-angeli/">https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/attribuibile-a-rutilio-manetti-siena-1571-1639- maddalena-e-gli-angeli/</a></p><h3> </h3><h3>Carle Dauphin</h3><p>Pittore francese, si stabilì a Torino dove realizzò diverse opere per il Principe di Carignano.</p><p>Opere</p><p><a href="https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/carle-dauphin-metz-1625-1628-circa-torino-1678-ritratto-di-dama-raffigurata-come-diana-a-riposo/">https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/carle-dauphin-metz-1625-1628-circa-torino-1678- ritratto-di-dama-rafﬁgurata-come-diana-a-riposo/</a></p><p><a href="https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/charles-dauphin-nancy-1615-20-torino-1677-allegoria/">https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/charles-dauphin-nancy-1615-20-torino-1677- allegoria/</a></p><h3> </h3><h3>Daniel Seiter</h3><p>Pittore di origini austriache, si trasferì a Torino, dove realizzò diverse opere, tra cui la galleria del Daniel di Palazzo Reale che è a lui dedicata, realizzandone alcuni affreschi della volta.</p><p>Opere</p><p><a href="https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/daniel-seiter-vienna-1647-torino1705-diana-e-orione/">https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/daniel-seiter-vienna-1647-torino1705-diana-e-orione/</a></p><p><a href="https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/daniel-seiter-vienna-1647-torino1705-io-trasformata-in-giovenca-con-giunone-ed-argo/">https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/daniel-seiter-vienna-1647-torino1705-io-trasformata- in-giovenca-con-giunone-ed-argo/</a></p><h3> </h3><h3>Ginevra  Cantofoli</h3><p>Opera</p><p><a href="https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/ginevra-cantofoli-bologna-1618-1672-giovane-donna-con-turbante/">https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/ginevra-cantofoli-bologna-1618-1672-giovane-donna- con-turbante/</a></p><h2> </h2><h3>Giuseppe Volò detto Vicenzino</h3><p><strong>Opera</strong></p><p><a href="http://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/giuseppe-volo-detto-vicenzino-milano-1662-dopo-il-">https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/giuseppe-volo-detto-vicenzino-milano-1662-dopo-il-</a> 1700-coppia-di-nature-morte/quadri antichi del 600</p><h2> </h2><h3>Guglielmo Caccia detto il Moncalvo</h3><p>Tra i più importanti esponenti della pittura controriformista del 600, viene anche detto il Raffaello del Monferrato. Per volere di Carlo Emanuele dipinse la galleria di Palazzo Reale (insieme allo Zuccari), distrutta a seguito di un incendio.</p><p>Opera</p><p><a href="https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/guglielmo-caccia-detto-il-moncalvo-montabone-1568-moncalvo-1625-san-giorgio/"><strong>htt</strong><strong>p</strong><strong>s://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/guglielmo-caccia-detto-il-moncalvo-</strong> <strong>montabone-1568-moncalvo-1625-san-</strong><strong>g</strong><strong>iorgio/</strong></a></p><h2> </h2><h3>Giovan Battista Langetti </h3><p>Nella sua produzione artistica sono chiari i riferimenti e l&#8217;inﬂuenza da parte di Jusepe de Ribera. I quadri del Langetti spesso raffigurano ﬁlosoﬁ del passato. È tra le ﬁgure di spicco della pittura veneziana, al cui colore abbinò l&#8217;uso del chiaroscuro, tratto distintivo del naturalismo riberiano.</p><p>Opera</p><p><a href="https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/langetti-giovan-battista-genova-1635-venezia-1676-re-e-profeta/">https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/langetti-giovan-battista-genova-1635-venezia-1676- re-e-profeta/</a></p><h2> </h2><h3>Pacetto De rosa </h3><p>Pittore napoletano, il cui stile pittorico subì l&#8217;inﬂuenza del patrigno Filippo Vitale. Viene considerato come il capostipite del purismo.</p><p><a href="https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/pacecco-de-rosa-napoli-1607-1656-riposo-nella-fuga-in-egitto/"><strong>htt</strong><strong>p</strong><strong>s://www.</strong><strong>galleriagiamblanco.com/prodotto/pacecco-de-rosa-napoli-1607-1656-riposo-</strong> <strong>nella-fu</strong><strong>g</strong><strong>a-in-egitto/</strong></a></p><h1> </h1><h2>Quotazioni pittori italiani del 600</h2><p>Le <strong>quotazioni pittori italiani del 600 </strong>o più in generale dei <strong>quadri del 600 </strong>richiedono competenza, professionalità e valutazioni reali, aspetti che da sempre ci accompagnano nel nostro lavoro. Una visita nella nostra galleria d&#8217;arte potrà essere o un momento che dedicherai a quest&#8217;ultima o una occasione per noi di riservare ad un tuo quadro antico la nostra attenzione e sensibilità.</p></div></div></div></div></div></div>						</div>
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		<title>Galleria d&#8217;arte Torino</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2022 10:01:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se stai leggendo il nostro articolo su galleria d&#8217;arte Torino riteniamo che, come noi, tu sia affascinato dall&#8217;arte e potresti essere non un visitatore occasionale di luoghi ad essa dedicati, ma un appassionato ricercatore ed estimatore. Per questo motivo vorremmo orientarti in questa ricerca, offrendoti degli spunti interessanti, non solo se la tua è sete [&#8230;]]]></description>
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Per questo motivo vorremmo orientarti in questa ricerca, offrendoti degli spunti interessanti, non solo se la tua è sete di sapere e di conoscenza, ma anche se tu avessi esigenze più specifiche.</p><p>Vorremmo condividere la nostra visione di una <strong>galleria d&#8217;arte Torino</strong>, sperando di trasmettere la passione che da sempre ci contraddistingue, perché una galleria oltre ad essere uno spazio fisico dove esporre le opere, rappresenta anche una forma particolare di sensibilità per tutto ciò che l&#8217;arte, nelle sue diverse espressioni, rappresenta e comunica.</p><p>Procediamo per ordine distinguendo le gallerie d&#8217;arte pubbliche, come i musei o le fondazioni, da quelle private che, a loro volta, si possono differenziare sulla base delle opere esposte: antiche, moderne o contemporanee.</p><p>Esistono sodalizi che danno un valore aggiunto a ciò che fa da &#8220;sfondo&#8221; alla loro stessa essenza e quando ciò accade, termini come &#8220;professione&#8221; e &#8220;missione&#8221; assumono la stessa accezione, ma non solo, perché tutto questo si traduce con le stesse opere in una vera e propria &#8220;relazione di cura&#8221;.</p><p>Ciascuna delle <strong>gallerie d&#8217;arte Torino </strong>offre un vero percorso esperienziale ai suoi visitatori, che avranno la possibilità di avvicinarsi alla conoscenza delle opere in maniera più personale e quasi intimista. Le <strong>gallerie d’arte Torino </strong>si differenziano non solo per la tipologia di opere che ospitano, ma anche per l&#8217;approccio e le specifiche competenze maturate nel settore&#8230;ma c&#8217;è molto altro da scoprire.</p><p>Noi &#8220;subiamo&#8221; piacevolmente il fascino delle opere antiche, dei dipinti in particolare, ed è per tale motivo che ti invitiamo ad accompagnarci in questo viaggio, fatto di studio, dedizione e attenzione&#8230;la stessa con la quale accogliamo coloro i quali si rivolgono a noi, con interesse e fiducia.</p><h2>La storia della nostra galleria d&#8217;arte Torino</h2><p>Quali possono essere i motivi per entrare in una <strong>galleria arte Torino</strong>? Noi ti raccontiamo la nostra storia, che ormai può essere considerata &#8220;adulta&#8221;, grazie ad un&#8217;esperienza trentennale, che ci ha portato ad occuparci di valutazione e vendita di dipinti antichi, dell&#8217;800 e neoclassici. Una crescita costante, anche grazie alla curiosità e alla volontà di concepire il nostro lavoro come un percorso formativo continuo, fatto di studio, di ricerca e di confronti costruttivi.</p><p>Capita che l&#8217;opera di cui si chieda una valutazione racconti anche un pezzo di storia familiare, può essere per esempio parte di un’eredità; pertanto, la stima deve tenere conto non solo del valore economico dell&#8217;oggetto in questione, ma anche del valore affettivo e sentimentale. Ogni cliente porta con sé un racconto personale, quindi occorre avvicinarsi a quest&#8217;ultimo con un dialogo empatico e attento alle esigenze individuali, al fine di arrivare ad una valutazione del dipinto, ma anche di un mobile o di un oggetto, che sia congrua ed in linea con le aspettative del venditore e con i parametri del mercato. Se venditore e acquirente sono due clienti privati, si ha cura di non tradurre il tutto in una mera azione commerciale, ma di essere intermediari e facilitatori.</p><p>È nostra responsabilità garantire la sicurezza dell&#8217;opera che ci viene affidata e che rimarrà presso la galleria in attesa che un&#8217;eventuale trattativa sia conclusa, nel pieno rispetto della massima riservatezza.</p><p> </p><h2>Servizi galleria d&#8217;arte</h2><p>I servizi offerti da una galleria d&#8217;arte non sono soltanto legati alla vendita o all&#8217;acquisto di capolavori, ma sono anche rivolti a coloro i quali desiderano un certificato di autenticità dell&#8217;opera posseduta, o desiderano affidarla ad un fedele e rispettoso restauro. A volte, è necessario chiedere la conferma attributiva “expertise “per un autore, allo storico dell’arte di riferimento.</p><p>Questo passaggio potrebbe avvenire non solo per arrivare ad una congrua quotazione economica, ma semplicemente per rispondere al desiderio di approfondire la conoscenza e la storia che quell&#8217;opera in particolare ha saputo conservare e custodire nel tempo. Lo studio di un&#8217;opera è sempre un&#8217;emozione che si amplifica nel momento in cui viene condivisa con il legittimo proprietario.</p><p>Ci piace pensare che l&#8217;arte non sia schiva, ma che al contrario le sue peculiarità siano la generosità e la socialità; pertanto, non sempre è necessario avere un motivo specifico per entrare in una galleria d&#8217;arte&#8230;è sufficiente porsi in una situazione di ascolto e di osservazione e le nostre sensazioni sapranno essere guide esperte della nostra visita. </p></div></div></div></div></div></div>						</div>
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		<title>Come pulire un quadro a olio</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2022 09:43:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I quadri ad olio sono bellissimi da ammirare e inseriti in ogni contesto aggiungono un tocco di classe ed eleganza impareggiabili. Non importa se si tratta di quadri antichi o moderni, a renderli suggestivi e ricchi di fascino è la capacità dell’autore di emozionare lo spettatore. Nei quadri col passar del tempo compaiono macchie ed [&#8230;]]]></description>
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I quadri ad olio sono bellissimi da ammirare e inseriti in ogni contesto aggiungono un tocco di classe ed eleganza impareggiabili. Non importa se si tratta di quadri antichi o moderni, a renderli suggestivi e ricchi di fascino è la capacità dell’autore di emozionare lo spettatore.

Nei quadri col passar del tempo compaiono macchie ed ossidazioni e hanno bisogno di una pulizia adeguata per farli splendere e assicurare una perfetta visione delle immagini ritratte.

Come effettuare la <strong>pulizia quadri ad olio</strong>? Più che di <strong>pulizia quadri</strong> si dovrebbe parlare di manutenzione ordinaria, indispensabile per mantenerli inalterati, soprattutto se si tratta di dipinti a olio.

In genere questo tipo di dipinti vengono collocati alle pareti senza vetro, e quindi è inevitabile che vi si depositi la polvere o si formino delle macchie che, se non trattate, rischiano di rovinarli irrimediabilmente. Vediamo di seguito come eseguire la <strong>pulitura dipinto olio su tela.</strong>

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<h2>Come eseguire la pulitura dipinti ad olio</h2>
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La polvere, lo sporco e l’ossidazione della vernice, che compaiono sui quadri, opacizzano i colori, ma per non rovinare il pigmento pittorico, occorre agire con la massima delicatezza.

La vernice svolge già la funzione di proteggere oltre che di far apparire ancora più bello il quadro, infatti impedisce agli agenti atmosferici di intaccare i colori e consente di eseguire la <strong>pulitura quadri</strong> facilmente.

L’operazione di manutenzione più semplice da eseguire e da svolgere con cadenza regolare è quella di usare un pennello morbido per eliminare la polvere dalla tela. Per svolgere questa operazione scegliere un pennello con la punta piatta, molto morbido.

I pennelli usati dai restauratori sono realizzati con pelo di bue, ma visto che hanno un costo elevato, una valida alternativa sono i pennelli con pelo sintetico.

Per passare il pennello tenere il quadro in verticale e iniziare dall&#8217;alto della tela, poi spostarsi gradualmente verso il basso. Terminata la prima passata, ruotare quadro di 90° e ripetere l&#8217;operazione partendo sempre dall&#8217;alto.

Si può anche lavare il pennello fra una passata e l&#8217;altra, ovviamente facendolo asciugare bene prima di ripetere l’operazione di spolveratura.

Se la vernice della tela è ancora integra, è consigliabile fare in modo che si mantenga tale, altrimenti bisogna valutare se asportarla e sostituirla con un nuovo strato. In questi casi, se si tratta di un quadro pregiato, allora è consigliabile rivolgersi ad un restauratore.

Nel caso invece si tratti di un quadro che ha poco valore, allora si può valutare il fai da te, prestando comunque attenzione alla procedura per non rovinarlo.

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<h2>Vendita opere d&#8217;arte all&#8217;estero</h2>
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La <strong>vendita di opere d&#8217;arte all&#8217;estero</strong> è dunque regolata con le nuove normative del decreto firmato dal ministro Franceschini. L’innovazione nella <strong>esportazione opere d&#8217;arte dall&#8217;Italia</strong> all’estero sta nel fatto che la soglia di valore è riferita a qualsiasi opera d’arte, anche successiva ai 70 anni dalla morte dell’artista.

Si tratta di una novità assoluta che comunque va a favore di tutti coloro che operano nel settore, dai privati alle case d’asta, che potranno trattare le opere al di sotto della soglia consentita con maggiore libertà.

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Il Ministero ha stabilito le modalità di presentazione dell’autodichiarazione-autocertificazione, da ottenere accedendo al portale “SUE”, per poi depositare la copia cartacea della richiesta telematica presso l’Ufficio Esportazioni, che provvederà a convalidarla.

All’autocertificazione bisognerà anche allegare le fotografie del bene, come previsto dai moduli allegati al decreto n. 246/18, e l’attestato di autenticità e provenienza del bene di cui all’art. 64 d.lgs. 42/04.

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<h2>Cosa usare per la pulitura quadri ad olio</h2>
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Oltre che usare un pennello morbido e piatto, un altro metodo per eseguire la <strong>pulizia quadri a olio</strong> è quello del piumino.

Soffice e leggerissimo, basterà passarlo sulla tela per rimuovere la polvere. Un altro sistema efficace per la <strong>pulitura quadri olio</strong> è usare un po’ di ovatta inumidita con acqua e tamponare la superficie.

Eseguita la tamponatura, asciugare i residui di umidità con dell’ovatta asciutta. Se ci sono macchie o sporco ostinato, come ad esempio escrementi di insetti, un buon metodo per pulire la tela è la mollica di pane o la gomma pane.

Agire sempre tamponando con delicatezza la parte interessata, in modo da rimuovere lo sporco senza danneggiare il dipinto a olio.

In caso nessuno dei metodi prima citati permetta di asportare lo sporco dal dipinto ad olio, allora si può ricorrere alla trementina. Sarà sufficiente mescolare l’essenza di trementina con alcool e olio di lino per ottenere una soluzione efficace che consentirà di eliminare anche lo sporco ostinato.

Per applicare la trementina si può ricorrere al cotton fiocc oppure ad un batuffolo di cotone, in base alla grandezza della macchia presente sulla tela. Un consiglio da seguire è quello di accertarsi che la vernice sia molto resistente, magari provando la trementina in un angolo del quadro.

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<h2>Come eseguire pulitura quadri antichi</h2>
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Nel caso di dipinti antichi, di notevole qualità, bisogna eseguire la pulitura con maggiore attenzione. Innanzi tutto, è importante sottolineare che non vanno assolutamente utilizzati solventi che possono danneggiare il pigmento pittorico.

Un preparato efficace e non dannoso, a base di tensioattivi e ammonio bicarbonato è l’anacrosina, un prodotto specifico da usare come detergente innocuo per pulire i dipinti antichi.

L’elevato potere pulente dell&#8217;anacrosina e la facilità d’uso sono due fattori che la rendono ideale per rimuovere lo sporco superficiale dalle tele antiche senza rovinarle.

Indicato anche per gli operatori che non hanno molta esperienza nel settore, questo prodotto rappresenta quindi la soluzione migliore per eseguire una pulitura delicata sui quadri antichi, evitando di danneggiare il film pittorico.

Per precauzione, prima di applicare definitivamente il prodotto, è consigliabile trattare una piccola parte del dipinto e vedere il risultato.

Se è tutto ok, allora si può procedere nel completare la pulitura. Inoltre, è anche consigliabile, prima di intervenire sul dipinto antico, approfondire la conoscenza sulle tecniche principali pittura e dei materiali utilizzati.

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E’ infatti importante, prima di procedere con la pulitura del dipinto, conoscere l&#8217;epoca in cui è stato realizzato e i materiali usati per realizzarlo. Le informazioni acquisite possono risultare fondamentali per eseguire meglio il processo di pulitura.

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		<title>Esportazione Opere d&#8217;Arte</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2022 09:29:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[decreto 31 luglio 2020]]></category>
		<category><![CDATA[esportazione opere d'arte]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il provvedimento adottato lo scorso 31 luglio 2020 cambiano le modalità di esportazione delle opere d’arte. L’obiettivo del decreto firmato dal ministro Dario Franceschini, con il quale è stato abolito il decreto Bonisoli, è quello rendere più fluido il mercato dell’arte italiano. Come è ben noto, da sempre l’ordinamento italiano ha adottato una normativa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="5419" class="elementor elementor-5419" data-elementor-post-type="post">
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Con il provvedimento adottato lo scorso 31 luglio 2020 cambiano le modalità di esportazione delle opere d’arte. L’obiettivo del decreto firmato dal ministro Dario Franceschini, con il quale è stato abolito il decreto Bonisoli, è quello rendere più fluido il mercato dell’arte italiano.

Come è ben noto, da sempre l’ordinamento italiano ha adottato una normativa molto restrittiva sui beni archeologici e artistici, allo scopo di assicurare la loro conservazione all’interno dei confini nazionali.

Il Codice dei Beni Culturali, infatti, vieta di esportare opere di proprietà pubblica o appartenenti a privati, con riferimento a quelle dichiarate di interesse culturale, e per le quali occorre un procedimento autorizzato per lasciare il territorio nazionale. Vediamo invece come cambiano le cose con il decreto n. 367/2020.

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<h2>Esportazione di quadri</h2>
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Con il nuovo decreto è stato riformato il Codice dei Beni Culturali e sono state introdotte delle norme mirate a semplificare le procedure riguardanti il controllo della circolazione delle opere d’arte. Ecco cosa prevede la nuova normativa sulla esportazione di quadri:
<ul>
 	<li>E’ stata portata da 50 a 70 anni la soglia temporale al di sotto della quale i beni di un autore non più vivente non potranno essere bloccati per l’esportazione. Tuttavia, se le opere sotto i 70 anni ma sopra i 50 anni presentano un interesse eccezionale per il patrimonio culturale vi può essere un vincolo stabilito con un provvedimento degli uffici centrali del Ministero</li>
 	<li>E’ stata introdotta una soglia di valore pari a 13.500 euro, al di sotto della quale si possono esportare liberamente le opere d’arte, e senza autorizzazione, anche se di autori non viventi e risalenti a oltre 70 anni. In questi casi basta solo la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, meglio nota come “autocertificazione di arte contemporanea</li>
 	<li>E’ stato introdotto un passaporto elettronico per le opere d’arte, della durata di 5 anni, per facilitarne l’uscita e il rientro in Italia.</li>
</ul>
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</div><span style="font-weight: 400;"> </span>
<h2>Vendita opere d&#8217;arte all&#8217;estero</h2>
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La <strong>vendita di opere d&#8217;arte all&#8217;estero</strong> è dunque regolata con le nuove normative del decreto firmato dal ministro Franceschini. L’innovazione nella <strong>esportazione opere d&#8217;arte dall&#8217;Italia</strong> all’estero sta nel fatto che la soglia di valore è riferita a qualsiasi opera d’arte, anche successiva ai 70 anni dalla morte dell’artista.

Si tratta di una novità assoluta che comunque va a favore di tutti coloro che operano nel settore, dai privati alle case d’asta, che potranno trattare le opere al di sotto della soglia consentita con maggiore libertà.

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Il Ministero ha stabilito le modalità di presentazione dell’autodichiarazione-autocertificazione, da ottenere accedendo al portale “SUE”, per poi depositare la copia cartacea della richiesta telematica presso l’Ufficio Esportazioni, che provvederà a convalidarla.

All’autocertificazione bisognerà anche allegare le fotografie del bene, come previsto dai moduli allegati al decreto n. 246/18, e l’attestato di autenticità e provenienza del bene di cui all’art. 64 d.lgs. 42/04.

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<h2><span style="font-weight: 400;">Esportazione temporanea opere d&#8217;arte</span></h2>
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Per quanto riguarda l’<strong>esportazione temporanea di opere d&#8217;arte</strong>, la si può richiedere per tutti i beni culturali, a patto che il proprietario sia in possesso dell’attestato di circolazione temporanea. Ecco quali sono i vari tipi di certificati da richiedere:
<ul>
 	<li>Attestato di libera circolazione – serve per l’esportazione o la spedizione definitiva di oggetti o opere che hanno oltre 50 anni di età, sono di proprietà privata e non sono stati dichiarati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali di importante o eccezionale interesse.</li>
 	<li>Certificato di importazione / Spedizione temporanea, CAI o CAS &#8211; attesta l’importazione o la spedizione di un’opera o di un bene culturale sul territorio nazionale.</li>
 	<li>Licenza comunitaria di esportazione definitiva – serve per le esportazioni definitive dal territorio dell’Unione Europea di oggetti e opere rientranti nel campo di applicazione del regolamento CEE, n. 3911/92, di cui all’allegato A del D.lgs.22/01/2004, n. 42.</li>
 	<li>Autocertificazione per l’arte contemporanea – serve per l’esportazione o la spedizione di opere di autore vivente o che hanno meno di 50 anni.</li>
</ul>
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</div><span style="font-weight: 400;"> </span>
<h2><span style="font-weight: 400;">Normativa esportazione opere d&#8217;arte</span></h2>
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La normativa per l’esportazione di opere d’arte distingue fra i lavori con meno di 50 anni di età o il cui autore è in vita, che sono quelle contemporanee, da quelli che oltre passano questo limite. Inoltre, la normativa regola l’esportazione dentro e fuori dell’UE.

La normativa sulla libera circolazione delle opere d&#8217;arte ha introdotto con l&#8217;articolo 53, l&#8217;emendamento Marcucci ter intitolato “Semplificazione della circolazione internazionale di beni culturali”. L&#8217;emendamento ha modificato l&#8217;articolo 68 del Codice dei Beni Culturali, avvicinando così l&#8217;Italia alla normativa europea sulla circolazione libera delle opere d&#8217;arte.

Con l’allungamento temporale portato da 50 a 70 anni per la circolazione delle opere in possesso di privati è stato dunque fatto un grosso passo avanti, anche se la normativa europea prevede la libera circolazione di opere d&#8217;arte anche dopo 100 anni dalla loro realizzazione.

Il passaporto, la soglia del valore e l’autocertificazione sono ulteriori novità che hanno allentato le restrizioni nella circolazione delle opere d’arte. Tuttavia, in caso di autocertificazione per l&#8217;esportazione di un&#8217;opera, l&#8217;apposito Ufficio Esportazione può intervenire e vietarne l&#8217;uscita dal paese, dichiarandone l&#8217;interesse culturale anche se rientra in un periodo inferiore ai 70 anni. L’ufficio può intervenire entro 60 giorni dalla presentazione della certificazione.

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		<title>Investimenti e arte, consigli dagli esperti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 15:58:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[2022]]></category>
		<category><![CDATA[aquistare]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Tenuto conto che  il periodo è quello giusto, visto l’aumento del tasso d’inflazione; diverse persone continuano a valutare investimenti alternativi, con l’intento di diversificare una parte del loro portafoglio, magari con il piacere di investire in qualcosa di non tassato; l’investimento nell’arte rientra in questa casistica. Per fortuna, l’investimento nell&#8217;arte soprattutto nelle opere antiche, può [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Tenuto conto che  il periodo è quello giusto, visto l’aumento del tasso d’inflazione; diverse persone continuano a valutare investimenti alternativi, con l’intento di diversificare una parte del loro portafoglio, magari con il piacere di investire in qualcosa di non tassato; l’<b>investimento nell’arte</b> rientra in questa casistica. </span><span style="font-weight: 400;">Per fortuna, l’</span><b>investimento nell&#8217;arte soprattutto nelle opere antiche</b><span style="font-weight: 400;">, può essere decisamente poco esoso e quindi effettuabile da chiunque ; se non si cercano nomi troppo conosciuti, come Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Caravaggio, Picasso, Fontana,</span> <span style="font-weight: 400;">Richter, Hirst,</span> <span style="font-weight: 400;">Cattelan, ecc… si può tranquillamente investire qualche migliaia di euro e avere in casa un’opera che oltre alla minima spesa, ti garantisce anche il piacere di poter gustare un&#8217;immagine piacevole e costante, come una finestra o un colpo di colore sulla parete…  </span></p>
<h2>Perché fare investimenti in arte in periodo di inflazione</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Conviene </span><b>investire nell’arte</b><span style="font-weight: 400;"> adesso perchè la pandemia di Covid-19 ha causato diversi problemi che vanno al di là dell’emergenza sanitaria. Moltissimi settori economici hanno subito un forte rallentamento, a cui ha fatto seguito l’aumento del tasso d’inflazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il settore dell’arte è riuscito in qualche modo ad attenuare l’effetto di queste problematiche, attirando sempre più l’interesse delle nuove generazioni di investitori. </span><span style="font-weight: 400;">Investire in arte, oggi è più semplice di prima, ed è agevolato dalla nascita di diverse piattaforme online a favore dei collezionisti che intendono scambiare o acquistare  le proprie opere d’arte. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è un dato importante che indica quanto sia conveniente investire nell’arte: il giro d’affari. In attesa dei dati disponibili per il 2021, nel 2020, nonostante la pandemia, il giro d’affari globale è stato di 13,3 miliardi di dollari. Ovviamente se non si hanno grandi esperienze, si può incappare in truffe o false opere d’arte. </span></p>
<h3>Arte e investimenti: conviene?</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Il collezionista di opere d’arte non è  come il semplice investitore economico, che punta solo alla crescita economica; chi investe in opere d’arte, ha un animo sensibile e questo è importante per fare investimenti che comunque creino emozione e non solo oscillazioni economiche.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non c’è dubbio che il canale migliore per acquistare opere d’arte, se si è esperti, è l’asta; altrimenti conviene affidarsi ad un esperto del settore o a una galleria conosciuta e di buona esperienza, che lavori soprattutto sulla storicità e la selezione  delle opere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qual è il trend attuale del mercato dell’arte? L’investimento in opere certe, sia che si tratti di antico, sia che si tratti di contemporaneo. La domanda è: conviene? A dirlo sono alcuni dati, che parlano di un trend positivo del mercato: crescita del 1.800% negli ultimi 20 anni e con l’indice dei prezzi lievitato del 22% rispetto all’anno precedente. Tra le tendenze emerse, vale la pena menzionare: </span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">I Millennials interessati all’arte sono ormai tantissimi, con la maggior parte che amano acquistare online su siti Web specializzati. La loro passione principale? L’arte con la A maiuscola, ovvero opere d’arte, di artisti molto noti e ben riconosciuti nel mercato e nel mondo; in arte, è molto importante la provenienza dell’opera e il tracciato storico della stessa, oltre che il suo valore commerciale. Ecco perché questo asset di investimento alternativo continua inevitabilmente a modificare la domanda. </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">I prossimi 5 anni vedranno le vendite di opere d’arte spostarsi massicciamente dalle case d’asta alle piattaforme digitali, che si stanno già prodigando per offrire meccanismi di garanzia adeguati ai venditori. </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Attualmente, le case d’asta, e le gallerie, sono considerate ottimi mezzi di intermediazione tra venditore ed acquirente, per quanto riguarda il privato cittadino o il collezionista  ma, qualora gli acquirenti fossero grandi società, banche, musei o fondazioni, la ricerca per l’acquisto sarebbe sicuramente fatta tramite importanti gallerie o tramite funzionari della stessa fondazione, museo o banca e non nelle aste.  </span></li>
</ul>
<h2>Investimenti arte 2022</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il 2022 è iniziato sotto buoni auspici, perché la crisi economica ha reso indispensabile la protezione dei propri risparmi che, nel mercato economico sono visibili e pignorabili in caso di guerra o globalizzazione. Quindi, investire in arte è come mettere in parete un capitale che non può avere un unico valore monetario ma, essendo un oggetto, può essere successivamente trasformato in moneta di un qualsivoglia Stato nel quale l’oggetto viene venduto, esattamente come l’oro o i diamanti.  Insomma, le prospettive parlano di un periodo in cui l’investimento in arte sarà proprio considerato, come un rifugio per i propri risparmi.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il momento storico attuale e lo scenario economico impongono delle riflessioni sulla sensibilità umana, sull’egocentrismo umano, sul concetto di umanesimo, sul populismo e tanto altro. Questa non è sicuramente la sede ideale per affrontare questi temi scottanti, ma non si può negare il fatto che gli aspetti descritti sopra riescono ad influire anche nel mondo dell’arte. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel corso degli ultimi 20/30 anni, l’evoluzione storica e la modifica sostanziale del pensiero umano hanno allungato la loro influenza anche sul valore delle opere d’arte. Modifiche sostanziali si sono susseguite nel modo di concepire le opere d’arte, negli stili e nelle forme espressive. La diretta conseguenza è stata l’attenzione su particolari artisti anziché altri e su quali esattamente investire. </span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Investire in opere antiche o contemporanee? </span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il valore dell’arte contemporanea è intimamente connessa a ciò che prova un artista, mentre per l’arte antica, è l’artista stesso e il suo migliore periodo creativo a determinare il valore. In effetti, guardando oltre l’arte figurativa, gli autori appartenenti al panorama musicale negli ultimi decenni non hanno fatto altro che esprimere attraverso la musica il proprio disagio o malessere sociale, a cui si sono uniti bisogni e aspettative. In poche parole, l’arte si è trasformata in uno strumento per esternare rivincite, per dare sfogo alle energie interiori e per comunicare l’incertezza del panorama mondiale. </span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Da chi farsi consigliare per acquistare opere per investimento? </span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi 20 anni, gli investimenti nel campo dell’arte sono cresciuti in modo esponenziale. Così come la compravendita di oro, l’arte è diventata molto simile ad un prodotto finanziario; Ma, a differenza del prodotto finanziario, l’opera d’arte ha una sua consistenza fisica che la rende eternamente movibile e gestibile in ogni luogo, senza dover rischiare di vederla svanire con un click o un crollo finanziario globale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto ciò può essere considerato un’evoluzione di pensiero, in cui l’arte va a sostituire egregiamente un prodotto finanziario. C’è però da fare una considerazione: il mercato artistico, nonostante le infinite potenzialità, rimane a tutt’oggi un mercato tangibile che non permette di essere utilizzato nell’immediato, per un eventuale acquisto di materiale o cibo e, di conseguenza, può essere molto utile in caso di investimenti bancari, che non intendiamo utilizzare nell’immediato ma, semplicemente proteggere da un eventuale crollo economico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Colui che intende investire in arte, oltre a essere un valido esperto del mondo artistico, deve anche saper individuare le forme d’arte più valide su cui puntare. I critici d’arte, e gli storici dell’arte, in questo senso, possono dare una grande mano, poiché hanno speso lunghi anni della loro vita a  studiare gli artisti e il loro operato ma, per il valore economico conviene affidarsi a qualche galleria corretta e leale o a qualche casa d’aste che sappia indicare, senza tornaconto, la giusta opera sulla quale investire o, più semplicemente, fidarsi della propria emozione personale verso questo o quell’artista, in modo da non cadere in un futura delusione, qualora il suo investimento fosse stato errato.  </span></p>
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		<title>Valutazione quadri: a chi rivolgersi e cosa richiedere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Dec 2021 09:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[La galleria dedica i suoi spazi per conoscere e condividere lo sguardo e la sensibilità delle donne pittrici che hanno illuminato, con la loro creatività l'arte italiana.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di <strong>valutare i dipinti e i quadri antichi</strong> con una consulenza che risulti personalizzata, si intende riuscire anche ad accontentare sia gli acquirenti che i venditori, effettuando un’accurata <strong>valutazione del dipinto</strong>, che sia il più possibile, vicina alle <strong>esigenze di tutte e due le parti</strong> e, nel caso di valutazione senza intenzione di vendere, si farà comunque un’equa analisi dell’opera.</p>
<h2>Valutazioni quadri antichi</h2>
<p>Le opere d’arte acquistano o perdono valore in base a parametri di valutazione, fatti da esperti del settore. I parametri per una equa valutazione sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>innanzitutto la qualità dell’opera (dovuta alla maestria nell’esecuzione della stessa, alla tecnica utilizzata, al tipo di pigmento, alla velocità o accuratezza nell’esecuzione, ecc…)</li>
<li>l’epoca</li>
<li>l’ipotetica area geografica della realizzazione dell’opera</li>
<li>probabile attribuzione o scuola</li>
<li>l’ottimo stato di conservazione.</li>
</ul>
<p>Diviene abbastanza facile capire che è il nome o la scuola, di un autore, è determinante per una giusta valutazione. Nel caso si tratti di un autore ben identificabile, la valutazione sarà molto più corretta che per una scuola o cerchia di…  Nel caso il nome dell’autore sia certo, si tratterà di capire quali opere di quello stesso autore, siano più quotate, utilizzando vari database che permettano di considerare come, negli anni, <strong>il suo valore sia sceso o salito</strong>. Ovviamente, qualora si trattasse di un autore raro sul mercato, questi parametri non potrebbero essere considerati ma, sarà importante stabilire quanto, l’opera in esame sia fondamentale per il tracciato storico e artistico dello stesso.</p>
<p><strong>L’autenticità dell’opera è fondamentale</strong> per non incappare in falsi o copie, anche coeve. Spesso i maestri, affidavano ad allievi, l’esecuzione  o la rifinitura delle opere ma, alcuni allievi sono tuttora molto importanti per la determinazione storica, artistica e cronologica. </p>
<p>Un’opera che viene realizzata da allievi o da collaboratori non ha lo stesso valore di un’opera che viene interamente realizzata dall’artista. In ultimo, è la conservazione ad essere determinante: perché più un’opera è esposta alla corrosione e più sarà difficile arrivare ad una corretta attribuzione.</p>
<h2>Valutare quadro online gratis</h2>
<p>Per poter valutare un quadro online, ad oggi esistono tanti metodi, come ad esempio,  l’invio di una foto tramite indirizzo e-mail ( <a href="mailto:galleria@giamblanco.com">galleria@giamblanco.com</a>) o WhatsApp e la descrizione di  tutte le informazioni riguardanti, le misure dell’opera, l’autore , se già conosciuto, ed eventuali precedenti expertise o pubblicazioni.</p>
<p>Qualora l’opera risultasse di interesse storico e artistico, non esiteremo a consigliarvi le giuste procedure da seguire per una corretta vendita o valutazione della stessa; se poi l’opera necessitasse dell’intervento di un esperto appositamente indicato per quello specifico artista, vi indicheremo serenamente le prassi da effettuare.</p>
<h2>Stima quadri</h2>
<p>La quotazione dei quadri gratis è molto simile alla quotazione di ogni altra tipologia di opera d’arte. Ci sono certamente delle gallerie con periti, come nel nostro caso, che essendo specializzati nella valutazione di opere d’arte, si occupano della valutazione di quadri gratis.</p>
<p>Le valutazioni a pagamento, a parer nostro, sono importanti a fini di divisioni ereditarie ma non per una probabile vendita perché, il mercato risponde giornalmente, in modo diverso per ogni singolo artista e quindi, non può esistere una valutazione sicura al 100%, neanche in caso di autori molto conosciuti. <strong>La risposta per una giusta valutazione, la si ha solo, nel momento in cui esiste un acquirente, altrimenti nessun valore può risultare corretto. </strong></p>
<h2>Perizia di un quadro</h2>
<p>La perizia che riguarda il valore di un’opera d’arte è richiesta, per fini personali, per vendita o per polizze assicurative. La perizia, se correttamente eseguita, darà una adeguata valutazione all’opera, permettendo, anche, in caso di assicurazione, di non effettuare pagamenti superiori al valore stesso del dipinto. Molte assicurazioni hanno i loro personali periti ma, qualora si volesse una più adeguata valutazione, si potrebbe prendere in esame proprio il parere di un esperto nel campo della compravendita di dipinti.</p>
<p>Di solito, sono proprio i migliori professionisti del settore, come appunto tutti gli antiquari, che devono essere in grado di eseguire delle valutazioni ed anche delle perizie. Potreste ad esempio proporre i vostri quadri per una valutazione sul sito <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/valutazione-dipinti-e-quadri-antichi/">galleriagiamblanco.com</a></p>
<h2>Valutazioni quadri d&#8217;autore</h2>
<p>Qualora si parlasse di un quadro “d’ autore”, ben identificato, l’acquirente o il possessore del dipinto, avrà sicuramente ricevuto, dal venditore, un tracciato storico del dipinto oppure le expertise, le pubblicazioni, o l’autenticazione della firma (qualora fosse firmato), insomma, un buon venditore, non ha alcun timore, di rilasciare descrizione dettagliata dell’opera, come garanzia per un buon acquisto.</p>
<p>Non sempre però le opere ereditate arrivano con documenti al seguito proprio perché ereditate da qualcuno che non c’è più e, in questo caso, noi saremo in grado di dare una giusta indicazione sulle procedure per poter approfondire le valutazioni delle stesse. In caso di opere di poco conto ve lo faremo sapere senza alcun esborso economico.</p>
<p>Se, non sono presenti, documenti ma esiste una firma, che di solito si trova in basso all’interno dell’opera, la valutazione sarà riferita al valore commerciale del pittore in quel momento. Nel caso delle opere d’arte antiche, l’attribuzione del dipinto, è data dalla tecnica, e dalle caratteristiche di esecuzione dell’opera stessa, perché, la firma veniva apposta raramente sul dipinto.</p>
<p>Una volta stabilita la paternità dell’opera e, trovato il nome del pittore, si potrà proseguire con una ricerca indirizzata al suo attuale valore commerciale, in riferimento alle opere recentemente vendute e alla sua importanza, secondo il soggetto o la provenienza.</p>
<p>Un altro metro di valutazione, per la quotazione di un’opera d’arte, riguarda la tecnica utilizzata dal pittore, che, ad occhio esperto, sarà immediatamente percepibile, grazie a precedenti analisi. Solitamente un buon artista è rapido e sicuro nell’esecuzione dell’opera, anche se si tratta di un pittore meno conosciuto.</p>
<p>Il nome dell’artista dell’opera, è molto importante, sia per una equa valutazione, che per il fatto che si potrebbe ritrovare qualche pubblicazione della stessa, nelle monografie oppure in testi redatti da storici dell’arte, galleristi, musei, ecc…. L’anno dell’esecuzione dell’opera è importante, perché va ad incidere sulla storia e la vita dell’autore.</p>
<p>In ultimo anche le dimensioni dell’opera d’arte, sono importanti; per esempio, non sempre risulta di grande interesse nel mercato antiquario, un’opera di grandi dimensioni, proprio per il semplice motivo che lo spazio, dove poterla esporre, non sempre risulta essere sufficientemente adeguato mentre, la stessa opera di grandi dimensioni, può non essere un problema in caso di vendita ad una istituzione pubblica o privata.</p>
<h2>Valutare quadri e collezioni intere</h2>
<p>Per effettuare un’attenta valutazione dei quadri, riferendosi ai maggiori esperti, è possibile che vengano anche valutate intere opere di collezioni private, come dipinti antichi dall’importanza storica e artistica notevole.</p>
<p>Ad esempio tutti i capolavori di grandi maestri del passato saranno sempre presi più in auge, dando anche la possibilità di vendere e valutare quadri tramite intermediazione, oppure mettendoli in conto vendita, per cui è sempre importante affidarsi ad una consulenza personalizzata per la stessa valutazione del quadro antico, questo vale sia <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/vendere-e-comprare/">per chi vende sia per chi compra</a>.</p>
<p>Se avete delle opere in casa di cui non conoscete il valore, potete inviare una foto tramite email o scriverci dal form della pagina Valutazione dipinti e quadri l’analizzeremo e se la riterremo di interesse storico artistico o anche solo ne avremo il sospetto sarete invitati in galleria per una quotazione, senza alcun impegno, solo per amore della storia, dell’arte e del nostro lavoro.</p>
<p><a href="https://www.galleriagiamblanco.com/valutazione-dipinti-e-quadri-antichi/">Consulenza Gratuita Personalizzata</a></p>
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		<title>Pittrici donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Oct 2021 14:07:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[pittura al femminile]]></category>
		<category><![CDATA[quadri di donne]]></category>
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					<description><![CDATA[La galleria dedica i suoi spazi per conoscere e condividere lo sguardo e la sensibilità delle donne pittrici che hanno illuminato, con la loro creatività l'arte italiana.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono lontani i tempi in cui i musei e persino i libri di storia dell’arte tolleravano l’assenza delle opere <strong>di donne pittrici.</strong> Oggi è possibile correggere gli errori del passato e donare luce e visibilità ad opere che andranno ad integrare le lacune, che purtroppo ancora abbiamo.</p>
<p>Finalmente in questi ultimi anni, è stata data maggiore visibilità ad <strong>alcune importantissime Maestre della pittura</strong>, una di queste è l<strong>a mostra a Palazzo Reale di Milano</strong>, riferita proprio alle donne artiste, dal titolo &#8221; Le signore dell&#8217;Arte&#8221;. Storie di donne tra il &#8216;500 e &#8216;600&#8243;  tenutasi dal 2 marzo al 21 luglio 2021, ed ora, siamo felici di poter omaggiare anche noi della Galleria Giamblanco, le donne come artiste, portando 4 opere inedite  ad <em><a href="https://www.galleriagiamblanco.com/eventi/galleria-giamblanco-espone-ad-amart-milano-con-un-omaggio-alle-donne-pittrici/">AMART Milano</a> 2021</em> dal 27 al 31 ottobre, che potrete ammirare anche nella nostra Galleria qualora dovessero rientrare dall’esposizione,  pittrici donne dal 600’ al 900’, di seguito i loro nomi:</p>
<p><strong> Orsola Maddalena Caccia</strong></p>
<p> <strong>Ginevra Cantofoli</strong></p>
<p> <strong>Elisabetta Sirani</strong></p>
<p> <strong>Ernestine Mack Orlandini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Pittrici donne famose</h2>
<p>È difficile stabilire se si tratti solo di un semplice omaggio alle<strong> <em>pittrici donne famose</em></strong> o di una sorta di fame intellettuale che hanno sviluppato gli amanti dell’arte rispetto ad artiste che hanno mostrato, al contempo, talento e coraggio.</p>
<p>E’ una grande curiosità, scoprire come potessero, delle figure così osteggiate e mantenute in regimi di dipendenza dalla società dell’epoca, svincolarsi ed esprimersi, in un periodo storico così poco favorevole.</p>
<p>C’è da sottolineare che, soprattutto per quanto riguarda l<strong>e <em>donne pittrici del ’600</em> e <em>donne pittrici dell’ 800,</em></strong> molto spesso erano figlie d’arte e questo le agevolava sicuramente ma, molte di loro, si sono distinte nonostante non fossero figlie d’arte e, nonostante fossero mogli e madri con tutti i doveri che questo ruolo consegue.</p>
<h3>Pittrici donne dei quadri della Galleria Giamblanco </h3>
<p>Parlando delle nostre 4 pittrici; due di loro fondarono addirittura delle scuole; <strong>Elisabetta Sirani</strong> ( che ebbe come allieva ed amica Ginevra Cantofoli ) <strong>fu la prima artista donna in Europa a fondare una scuola femminile di pittura;</strong> mentre <strong>Ernestine Mack</strong>, dopo il matrimonio con il primo marito Paul Schultze-Naumburg, e dopo essersi trasferiti a Berlino, nel 1898 <strong>fondò una scuola privata di pittura</strong>.</p>
<p><strong>Orsola Maddalena Caccia ed Elisabetta Sirani</strong>, erano entrambe figlie d’arte mentre<strong> Ginevra Cantofoli</strong> arrivava da una famiglia benestante e non aveva nulla a che fare con l’arte come Ernestine Mack.</p>
<p>Questo per far capire che sono state in grado di cogliere l’unica flebile opportunità che è stata loro offerta dalla vita per potersi far conoscere ed apprezzare dal mondo.</p>
<p>La <strong>Galleria Giamblanco</strong> coglierà l’occasione di presentare quattro quadri inediti di <strong>Orsola </strong> <strong>Maddalena Caccia, </strong><strong>Ginevra Cantofoli</strong>, <strong>Elisabetta Sirani, Ernestine Mack, </strong>ma al di là di ciò che gli occhi, e la sensibilità, dei suoi visitatori sapranno sicuramente apprezzare, è giusto spendere due parole di presentazione per queste <strong><em>donne pittrici famose</em></strong>.</p>
<h3>Tra le Pittrici donne del 600’ troviamo:</h3>
<h3> Orsola Maddalena Caccia ( Moncalvo 1596- 1676);</h3>
<p>Figlia del<strong> pittore Guglielmo Caccia ( detto il Moncalvo)  e di Laura Oliva,</strong> intorno al 1620 entrò nel convento delle Orsoline di Bianzé, dove rimase fino al 15 Aprile 1625, data di fondazione (Negri, 1896, p. 116) di un nuovo convento di monache a Moncalvo; qui il Caccia padre, finanziatore del nuovo istituto, fece trasferire le quattro figlie fattesi monache. Orsola Maddalena Caccia, sin da piccola collabora con il padre nella sua bottega e la sua pittura ebbe molto successo, anche presso la corte sabauda; restano alcune sue lettere connesse con opere di pittura dirette alla infanta Margherita di Savoia (1643).</p>
<p><strong>Orsola Maddalena Caccia </strong>fu molto apprezzata e famosa soprattutto  perché, tra le<strong> donne pittrici del 600</strong> , fu una delle poche ad imporsi nello scenario pittorico italiano. Iniziò il suo lavoro di pittrice nello studio del padre e, quando quest’ultimo morì, ereditò tutti i suoi strumenti di lavoro; fu apprezzata soprattutto per le bellissime opere basate sulla natura morta e per le scene prevalentemente religiose, come quest’opera inedita che la Galleria Giamblanco presenterà ad AMART, dove è ritratta Santa Caterina D’Alessandria; le nature morte, i ritratti e le scene religiose erano i generi più appropriati per le<strong> pittrici donne</strong> di quell’epoca.</p>
<h3> Ginevra Cantofoli (Bologna 1618-1672);</h3>
<p>Parliamo di  una delle allieve più significative dell’Accademia del disegno fondata da <strong>Elisabetta Sirani</strong> anche se vi si avvicinò, quando erano già parecchi anni, che dipingeva autonomamente.</p>
<p>Suo padre non era un pittore ma probabilmente fu un cultore d’arte dalla mentalità aperta e, circostanze vollero, che nacque a Bologna proprio nel periodo storico giusto. Le fu quindi più facile, che per altre <strong><em>pittrici donne, </em></strong>dilettarsi nell’arte della pittura.</p>
<p>Si tratta di una figura troppo spesso travisata, a causa del bisogno di sensazionalismo a tutti i costi, che non ha reso giustizia alla sua reale natura, connotata da una profonda riservatezza. Fu una donna discreta, ma ciò non le impedì di segnare per sempre un’epoca con la sua personale e minuziosa interpretazione.</p>
<h3> Elisabetta Sirani  (Bologna 1638-1665);</h3>
<p>Forse la più conosciuta tra queste <em>donne pittrici</em>, Elisabetta Sirani fu la primogenita del pittore bolognese Giovanni Andrea Sirani ( 1610-1670), che lavorava come primo assistente per <strong>Guido Reni </strong> e fermamente decisa a seguire le sue orme.</p>
<p>Ciò che può indubbiamente colpire rispetto alla sua figura è la sua ferma volontà di dipingere in pubblico, di fronte ai suoi committenti, per dimostrare la sua abilità ed affermare la sua spiccata individualità.</p>
<p>Venne sicuramente influenzata dal suo ambiente di appartenenza, e non lo rinnegò mai, ma riuscì comunque a svincolarsene col tempo. Fu così che riuscì ad imprimere la sua particolare sensibilità mista a decisione, ai suoi quadri, riuscendo in questo modo ad esprimere il coinvolgimento che stabiliva con i soggetti scelti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Pittrici Donne Del ‘ 900</h2>
<p><strong>Le pittrici donne del ‘900,</strong>  hanno potuto esprimere la loro vena creativa  tramite la pittura,  nonostante i pregiudizi e anche grazie alle  artiste delle quali abbiamo parlato, come <strong>Ernestine Mack Orlandini</strong>, altro dipinto delle Galleria Giamblanco.</p>
<h3> Ernestine Mack Orlandini /Ernestina Orlandini/ Ernestine Schultze-</h3>
<h3>Naumburg (Hanau 1869-Firenze 1965);</h3>
<p><strong>Nasce ad Hanau nel 1869</strong> e fu conosciuta con il nome di Ernestina Schultze-Naumburg, in quanto nel 1893 sposò <strong>Paul Schultze-Naumburg, </strong>architetto tedesco. La sua formazione si sviluppò soprattutto a Monaco di Baviera dove si specializzò prevalentemente sul ritratto.</p>
<p>Grazie al matrimonio con Alfredo Orlandini, medico chirurgo fiorentino, ottenne la cittadinanza italiana e iniziò ad esporre a Firenze, ricevendo degli ottimi feedback dalla critica.</p>
<p>Nella sua carriera fu significativa l’adesione al movimento della Secessione di Berlino, l<strong>&#8216;influenza del divisionismo e soprattutto dei post Macchiaioli. </strong>Grazie a tutte queste particolari contaminazioni, realizzò composizioni floreali particolari e delicate, nonché molti paesaggi luminosi.</p>
<p>Un suo autoritratto lo si può trovare nella  Galleria degli Uffizi di Firenze e, con molte probabilità il dipinto della Galleria Giamblanco è un autoritratto, che mostra l’artista all’età di 29 anni.</p>
<p><strong>Sono proprio queste pittrici donne famose</strong> che, con la loro creatività ed estro, sono riuscite  a scardinare le regole ferree e discriminanti  di una società prevalentemente maschilista.</p>
<p>Se siete interessati ad Opere di pittrici donne, la nostra Galleria tiene particolarmente a loro, ed è possibile vedere le opere in vendita, prenotando un appuntamento.</p>
<p>Se siete interessati a scoprire di più sul programma della Galleria Giamblanco ad Amart Milano, potete trovarle nel nostro articolo sull’evento <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/eventi/galleria-giamblanco-espone-ad-amart-milano-con-un-omaggio-alle-donne-pittrici/">AMART MILANO. </a></p>
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<p>Per visionare i dipinti inediti della <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/contatti/">Galleria Giamblanco prenota un appuntamento.</a></p>

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