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	<title>Paesaggio &#8211; Galleria Giamblanco</title>
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	<description>Dipinti antichi a Torino dal 1993</description>
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	<title>Paesaggio &#8211; Galleria Giamblanco</title>
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	<item>
		<title>Vittorio Amedeo Cignaroli (Torino 1730-1800), Paesaggio con figure orientaliste VENDUTO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2022 09:09:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Autore: VITTORIO AMEDEO CIGNAROLI (Torino 1730-1800) Titolo: Paesaggio con figure orientaliste Tecnica: Olio su tela Dimensioni: 37,5 x 48,7 cm Epoca: XVIII secolo Restauri: stato di conservazione ottimo VENDUTO]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>VITTORIO AMEDEO CIGNAROLI</strong> (Torino 1730-1800)<br />
Titolo: <em>Paesaggio con figure orientaliste</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 37,5 x 48,7 cm<br />
Epoca: XVIII secolo<br />
Restauri: stato di conservazione ottimo</p>
<p>VENDUTO</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vittorio Amedeo Cignaroli (Torino 1730-1800), Paesaggio animato con ponte e contadina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 11:00:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[CIGNAROLI, Vittorio Amedeo Gaetano. - Figlio del pittore Scipione e di Marianna Caretti, nacque a Torino intorno al 1730. La data di nascita viene stabilita sulla base dell'atto di morte che lo dice "di anni 70". A. Baudi di Vesme (Schede Vesme)chiarì la confusione sorta intorno al suo nome, per cui la sua persona era stata precedentemente sdoppiata in quella di Vittorio Amedeo e di Gaetano.

Secondo la tradizione familiare, il C. si formò presso il padre dal quale assorbì la cultura veneta, ma con diverso orientamento. Gusto più lezioso. e nostalgie arcadiche distinguono infatti il C. dal padre, di cui fu collaboratore; i modi alquanto stucchevoli, ma sorretti da sicura abilità di mestiere, incontrarono uno straordinario successo presso la corte sabauda e l'aristocrazia piemontese. È precisamente con Vittorio Amedeo che la bottega dei Cignaroli si allargò di molto, accogliendo quantità di aiuti e rendendo così tuttora difficile una distinzione tra la produzione autografa e quella di bottega. L'opera del C. è documentata dal 1749 al 1794.

Un esauriente regesto è riportato in Schede Vesme, cui si rimanda per i dati relativi all'attività svolta nei castelli della Venaria, Moncalieri e Rivoli, della quale si è persa traccia (molti dipinti passarono sul mercato antiquario) in seguito alla devastazione e spoliazione di quelle residenze reali. Dal 1749 al 1758 è citato per lavori in palazzo reale ( un paracamino) e soprattutto per un primo gruppo di dipinti per il castello della Venaria. Nel 1762 è nominato priore della Compagnia di S. Luca a Torino. L'anno seguente ottenne la prima commissione per la palazzina di caccia di Stupinigi, che doveva diventare sede di uno dei suoi più importanti interventi: quattro sovrapporte con Vedute di caccia e varie figure, tuttora in loco nel salotto dell'appartamento di levante. del 1779 è la decorazione, già in palazzo Peiretti di Condove a Torino (ora in collezione privata a Parigi). Nel 1771 iniziò per Stupinigi la serie delle Cacce al cervo, fra le sue opere più note, destinate alla sala degli scudieri nell'appartamento del re e tuttora in loco: si tratta di un totale di nove tele, eseguite tra il'1771-72 e il 1778, con larga collaborazione di aiuti. In esse si palesano chiaramente le finalità e i limiti della pittura del C., volta a mantenere in vita un mondo arcadico ormai superato e che si risolve nei modi di una decorazione di maniera.

Nel 1778 il C. diveniva professore nella rinnovata Reale Accademia di pittura e scultura di Torino. Nel 1782 Vittorio Amedeo III lo nominava "nostro pittore in paesaggi e boscarecce". In palazzo reale, dove è citato per pagamenti nel 1788-89, rimangono nell'appartamento di Madama Felicita quattro sovrapporte con vedute del Castello di Moncalieri, del Monte dei Cappuccini e due paesaggi non identificabili (U. Chierici-R. Amerio Tardito, Pal. reale..., Appartamento di Madama Felicita, Torino 1971, pp. 5, 9, 14). Importante è il gruppo di venticinque dipinti del Museo civico d'arte antica di Torino, alcuni dei quali rivelano lo studio dei maestri olandesi e fiamminghi delle collezioni reali. Di essi, due sono cartoni per arazzi: Contadini e un giocoliere che fa ballare un finto orso, circa 1760, e Giovani a colazione sull'erba con due contadine della serie Scene campestri, tradotti in arazzo da F. Demignot (per altri arazzi della manifattura torinese per i quali il C. fornì i cartoni e che sono conservati nel Museo civico di Torino e al Quirinale a Roma, vedi M. Viale Ferrero, in Mostra del Barocco piemontese, II, Arazzi). Gli altri sono paesaggi e scene sacre, anch'essi, come i due precedenti, a olio su tela, salvo cinque paesaggi a guazzo su carta che si distinguono per tonalità fredde, abbastanza inconsuete nella pittura del Cignaroli. Altri due arazzi su disegni suoi (Paesaggio con due figure, Paesaggio con giocolieri e mendicante)sono in palazzo Carignano. Alla Galleria Sabauda si trova un probabile Autontratto col mappamondo, databile agli anni '60 (N. Gabrielli, La Gall. Sabauda, Maestri italiani, Torino 1971, fig. 487).

In palazzo Chiablese a Torino restano, nella saletta degli specchi, quattro sovrapporte con Storie dell'Antico Testamento che si ritengono (Griscri, in Mostra del Barocco piem., II, Pittura, p. 110) del periodo tardo. Altre opere del C. sono: quattro Paesaggi fluviali nel castello di Aglié (da non confondere con quelli dì Scipione), sei Paesaggi con scene di caccia nella villa di Carpeneto a La Loggia presso Torino e numerosi paesaggi in collezioni private europee. Nel Museo di belle arti di Budapest sono conservate due Scene di caccia (Bull. du Musée hongrois des Beaux-Arts, 1972, n. 39, p. 100, ill. 80 s.). Aveva sposato nel 1766 Rosalia Ladatte, figlia dello scultore Francesco, pittrice, che divenne pure sua collaboratrice e morì nel 1792 (I. Nepote, in Schede Vesme, p. 317). Dei loro figli fu pittore Angelo.

Il C. morì a Torino il 17 febbr. 1800.

Bibl.: G. Chevalley, Gliarchitetti, l'archit. e la decoraz. delle ville piemontesi del XVIII sec., Torino 1912, pp. 64, 69, 117, 142, 151; G. Delogu, Pittori minori liguri, lombardi, piemontesi del Seicento e del Settecento, Venezia 1931, pp. 238241; V. Moschini, La pittura italiana del Settecento, Firenze 1931, p. 35; L. Rosso, La pittura e scultura del '700 a Torino, Torino 1934, pp. 43, 51; R. Buscaroli, La pitt. di paesaggio in Italia, Bologna 1935, pp. 385 s.; G. Lorenzetti, La pittura ital. del Settecento, Novara 1942, p. XLI; A M. Brizio, Ilcastello del Valentino. Le pitture, Torino 1949, p. 230; V. Golzio, Seicento e Settecento, Torino 1950, p. 792; M. Bernardi, La palazzina di caccia di Stupinigi, Torino 1958, tavv. XI, XII, XIII, XIV; L. Mallé, Le arti figur. inPiemonte, Torino 1961, pp. 393, 396 s., 405, 428; Schede Vesme, I, Torino 1963, pp. 317-19 (con bibl.); Mostra del Barocco piemontese (catal.), Torino 1963, I, La Mostra, tav. 17; II, Pittura, pp. 15 s., 110-113, tavv. 170-183; Arazzi, pp. 18 s., tavv. 25-27; III, Mobili e intagli, tav. 260; L. Mallé, Idipinti dei Museo d'arte antica, Torino 1963, pp. 40-46; A. Pedrini, Ville dei secc. XVIIe XVIII in Piemonte, Torino 1965, p. 202; Museo dell'arredamento, Stupinigi, Torino 1966, pp. 82, 88, 138, 139; A. Verdoia Oberto, V.A.C., Savona 1967 (con bibl.); L. Mallé, Stupinigi, Torino 1968, pp. 196-200, 236, 237, 446-449 (con bibl.); Gall. G Caretto, Mostra "La Pitt. in Piemonte nel XVIII sec."(catal.), Torino 1977, nn. 4-17 (prosegue nell'errore di sdoppiare la personalità del C.); Musei del Piemonte. Opere d'arterestaurate... (catal.), a cura di G. Romano, Torino 1978, p. 165; Cultura figur. e architett. negliStati del Re di Sardegna - 1773-1861 (catal.), a cura di E. Castelnuovo-M. Rosci, Torino 1980, pp. 1420 s., s.v.; U. Thieme-F. Becker, Künstlerlexikon, VI, pp.587, s.
De TRECCANI.IT]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>VITTORIO AMEDEO CIGNAROLI</strong> (Torino 1730-1800)<br />
Titolo: <em>Paesaggio animato con ponte e contadina</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 110 x 122 cm<br />
Epoca: XVIII secolo<br />
Restauri: stato di conservazione ottimo<br />
Pubblicazioni: inedito</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vittorio Amedeo Cignaroli (Torino 1730 &#8211; 1800), Pendant di scene campestri, 1760 ca VENDUTI</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/vittorio-amedeo-cignaroli-torino-1730-1800-pendat-di-scene-campestri-1760-ca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Sep 2021 10:35:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA["Questo delizioso pendant di vedute è un’opera della prima maturità artistica di Vittorio Amedeo Cignaroli, il celebre pittore di «paesaggi e boscherecce» del re di Sardegna Vittorio Amedeo III di Savoia. Le due tele introducono il riguardante in situazioni di assoluta serenità campestre, in cui alcuni personaggi trascorrono le loro esistenze in una natura d’arcadia, del tutto priva di insidie o minacce. Il primo quadro mostra una graziosa lavandaia intenta a sciacquare i suoi panni nel fiume, mentre una pastorella attorniata dagli armenti la osserva curiosa. Il secondo dipinto ritrae invece una giovane famiglia che si riposa sulle sponde di un torrente; sotto una grande pianta la madre e il figlioletto scherzano felici, aspettando che il padre porti a buon fine la sua battuta di pesca. I cieli che sovrastano le composizioni sono pervasi dalle tonalità calde e rosate di un crepuscolo estivo, mentre una tiepida brezza muove dolcemente le fronde degli alberi".

- Catalogo Galleria Giamblanco, Quattro secoli di pittura, Allemandi, Torino, 2016, pp. 60 - 63.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>VITTORIO AMEDEO CIGNAROLI</strong> (Torino 1730 &#8211; 1800)<br />
Titolo: <em>Pendant di scene campestri, 1760 ca &#8211; Scena campestre con figure e animali &#8211; Scena campestre con pescatore</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 46,5 x 34 cm cadauno<br />
Epoca: Seconda metà del Settecento<br />
Restauri: perfetto stato di conservazione</p>
<p>VENDUTI</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vittorio Amedeo Cignaroli (Torino 1730-1800), Paesaggio con idillio presso un ruscello VENDUTO</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/vittorio-amedeo-cignaroli-torino-1730-1800-paesaggio-con-idillio-presso-un-ruscello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2021 10:33:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nelle opere di Cignaroli rivive la tradizione figurativa dei grandi paesaggisti seicenteschi (a partire da Claude Lorrain) modernizzata e attualizzata: la campagna diviene una sorta di locus amoenus, tra il letterario e l’onirico, un luogo di svago, di ‘delizie’ e non di fatiche; una campagna senza contadini, ho avuto modo più volte di definirla, un luogo sicuro per il riposo dagli affanni della città, popolato di nobili e borghesi a cavallo in cerca di svaghi oppure da giovani pastori dediti a delicati giochi amorosi.

- Alberto Cottino]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>VITTORIO AMEDEO CIGNAROLI</strong> (Torino 1730-1800)<br />
Titolo: <em>Paesaggio con idillio presso un ruscello</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: cm 55 x 41,5<br />
Epoca: Seconda metà del Settecento<br />
Restauri: in buono stato di conservazione</p>
<p>VENDUTO</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Jan Frans Van Bloemen (1662 &#8211; 1749) e Placido Costanzi (1702 &#8211; 1759), Paesaggio con l&#8217;allontanamento di Agar e Ismaele / Paesaggio con Agar e l&#8217;angelo VENDUTO</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/jan-frans-van-bloemen-1662-1749-e-placido-costanzi-1702-1759-paesaggio-con-lallontanamento-di-agar-e-ismaele-paesaggio-con-agar-e-langelo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2021 10:13:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I due dipinti, chiaramente concepiti come pendant, narrano due episodi biblici tratti dal libro della Genesi (21, 8-21). Il primo raffigura Abramo, spinto dalla volontà della moglie Sara mentre allontana Agar, la schiava egiziana da cui ebbe un figlio di nome Ismaele. Il secondo mostra l'episodio succssivo in cui Agar, smarritasi nel deserto di Bersabea, è soccorsa dall'angelo che le mostra la fonte da cui attingerà l'acuqa per dissetare Ismaele.

- Francesco Gatta, Catalogo della Galleria Giamblanco 2014, Allemandi, Torino 2014, pp 46 - 47.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>JAN FRANS VAN BLOEMEN E PLACIDO COSTANZI</strong> (1662 &#8211; 1749) &#8211; (1702 &#8211; 1759)<br />
Titolo: <em>Paesaggio con l&#8217;allontanamento di Agar e Ismaele / Paesaggio con Agar e l&#8217;angelo</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: cm 96 x 73 ciascuno<br />
Epoca: Settecento<br />
Restauri: in buono stato di conservazione</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Francesco Foschi (Ancona, 1710 – Roma, 1780) &#8211; Paesaggio innevato VENDUTO</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/francesco-foschi-ancona-1710-roma-1780-paesaggio-innevato-venduto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 08:50:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Francesco Foschi, nato ad Ancona nel 1710, faceva parte di una numerosa famiglia di pittori marchigiani che furono attivi anche a Roma nel corso del Settecento; aveva almeno quattro fratelli, tutti artisti, che conobbero però fama decisamente minore. La sua prima formazione avvenne a Fano nella bottega del pittore Francesco Mancini (1679 – 1758), dotato allievo di Carlo Cignani.

Il Foschi è documentato a Roma nel 1744 e poi nuovamente nel 1764; lì rimase fino alla morte, avvenuta nel 1780. Tra il 1744 e il 1764 è verosimile che sia rientrato nelle Marche, come suggerito dalla tela rappresentante il «Panorama di Loreto, con le figure dell’Abbondanza e della Giustizia ed i ritratti di Leone X, Sisto V e Benedetto XIV» oggi conservata al Museo del Palazzo apostolico di Loreto, eseguita probabilmente su commissione del vescovo di Ancona Benedetto XIV Lambertini (il Lambertini occupò la cattedra vescovile tra il 1727 e il 1731). Lo stesso museo conserva un’altra opera dell’artista – questa volta firmata – con la «Traslazione… (Vedere catalogo Giamblanco 2014)

[Galleria Giamblanco]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>Francesco Foschi</strong> (Ancona, 1710 &#8211; Roma, 1780)<br />
Titolo: Paesaggio innevato<br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 72,5 x 98 cm<br />
Epoca: Settecento</p>
<p>VENDUTO</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Angelo da Campo (Verona, 1735 &#8211; 1826), Paesaggio con pastori e cavalieri</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/angelo-da-campo-verona-1735-1826-paesaggio-con-pastori-e-cavalieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 22:11:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il dipinto è corredato da una <em>expertise </em>di Pier Lui­gi Fantelli che lo attribuisce al veronese Angelo da Campo. L’ipotesi è suffragata dall’esistenza di una tela strettamente confrontabile con questa, firmata «An­gelus de Campo F. Verone» e datata 1772, transitata ormai diversi anni fa sul mercato antiquario, presso la Galleria Ribolzi di Monte Carlo.

Il Da Campo si formò probabilmente sotto la guida di Michelangelo Prunati, come riferito da Diego Zan­nandreis, che dedicò all’artista una biografia all’in­terno delle sue <em>Vite dei pittori, scultori e architetti veronesi </em>(opera pubblicata nel 1891, ma redatta negli anni tren­ta del XIX secolo); successivamente - sempre secondo lo Zannandreis - egli «diedesi ad operare da sé dipin­gendo parecchie tavole e quadri che gli conciliarono stima».

La prima impresa nota dell’artista sono gli affreschi di Villa Fracanzani a Ponso, nei dintorni di Padova, eseguiti nel 1768 in collaborazione con il quadraturista bolognese Filippo Maccari; i due realizzarono insieme anche la decorazione del salone di Villa Marioni Pelle­grini a Chievo, raffigurante l’«Apoteosi di Ercole», in seguito offuscata da ridipinture moderne. Nello stesso periodo l’artista deve aver eseguito la pala della chie­sa parrocchiale di Ponso, raffigurante l’«Assunzione della Vergine», che risente dello stile di Giambettino Cignaroli e di Antonio Balestra.

Dal 1774 al 1777 e poi dal 1784 al 1787 Angelo da Campo assunse il ruolo di «maestro di settimana» pres­so l’Accademia di pittura che era stata fondata nel 1764 dal Cignaroli; quindi dal 1789 alla morte vi ricoprì per ben tre volte la carica triennale di direttore.

Risale al 1786 la commissione più importante dell’ar­tista, l’«Incontro tra sant’Ambrogio e l’imperatore Te­odosio» realizzato per la chiesa di Sant’Ambrogio di Valpolicella per volere del nobile Giorgio Volpini.

Dalle fonti antiche sappiamo che Da Campo godeva della fama di buon ritrattista. Lo Zannandreis ricorda inoltre che egli era noto per i suoi paesaggi «di eccel­lente fattura con figure di cavalieri e dame a cavallo», «come puossi vedere in casa Bernini, a S. Salvator vec­chio in Verona», di cui la tela qui presentata costituisce un prezioso esempio. L’<em>expertise </em>del professor Fantelli rileva come alle suggestioni neoclassiche e accademiche riscontrabili nelle figure degli «educati» pastori si uni­sca una resa quasi «preromantica» del paesaggio fluvia­le, seppure fortemente «venata di ricordi alla Porta e al paesaggismo veronese del XVIII secolo».

Clicca <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/wp-content/uploads/2021/02/Catalogo-venticinque-anni-di-attivita.pdf">QUI</a> per vedere la descrizione completa Catalogo Venticinque anni di attività 2017/2018, pg. 88-89.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>ANGELO DA CAMPO </strong>(Verona, 1735 &#8211; 1826)<br />
Titolo: <em>Paesaggio con pastori e cavalieri</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 120 x 137 cm<br />
Epoca: seconda metà del Settecento</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vittorio Amedeo Cignaroli (Torino 1730 &#8211; 1800), Paesaggio arcadico con dame all’imbarcadero</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/vittorio-amedeo-cignaroli-torino-1730-1800-paesaggio-arcadico-con-dame-allimbarcadero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 21:30:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[…] di particolare fascino, dischiude e narra la felice favola d’Arcadia con la partecipazione di nobildonne e cavalieri e del loro mondo delizioso e leggero. Le figurette rappresentano nobili signore in campagna, sulle rive di un fiumicello, impegnate nel passaggio in barca di un rio, immerse in una atmosfera bucolica fresca e luminosa: fortunati rappresentanti della società aristocratica piemontese, che vivono in una fantasiosa comunità pastorale, immaginando il giardino come uno scenario agreste preso a prestito dalla pittura. In questo fittizio mondo pastorale sbocciano teneri amori e il respiro sentimentale dello scenario campestre di queste storie è limitato come le dimensioni di un piccolo paradiso: quelle appunto della tela.
Al pari delle ninfe di certi pittori arcadi, le dame torinesi in villeggiatura passeggiano tra i fiori e danzano sui prati, pranzano sull’erba: nella tela la poetica arcade si illeggiadrisce, si fa galante e graziosa, tende a creare sfumature attraenti, muovendosi in consonanza con gli sviluppi figurativi del rococò...(Descrizione completa nel catalogo Giamblanco del 2015, CLICCA <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/wp-content/uploads/2021/02/Catalogo-Pittura-italiana-dal-Seicento-al-Settecento-2015.pdf">QUI</a> per leggere, pg. 78.)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>VITTORIO AMEDEO CIGNAROLI </strong>(Torino, 1730 &#8211; 1800)<br />
Titolo: <em>Paesaggio arcadico con dame all’imbarcadero</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: cm 79 x 107<br />
Epoca: 1700</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vittorio Amedeo Cignaroli (Torino, 1730 – 1800), Paesaggio con viandanti e armenti presso un ponte</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/vittorio-amedeo-cignaroli-torino-1730-1800/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 21:18:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa delicata e ariosa scena campestre, da ricondurre probabilmente alla prima maturità del pittore, verso la metà degli anni Sessanta del Settecento, mette in luce la grande perizia del Cignaroli nella resa degli effetti luminosi e atmosferici, avvertibili in particolare nelle leggere variazioni cromatiche tra le chiome degli alberi, nel graduale scolorire dell'orizzonte e nella trasparenza argentea dell'acqua. Grande cura viene dedicata anche alla rappresentazione delle figure in primo piano, costruite con maestria con rapidi tocchi di colore, e alla grande architettura di fantasia che si staglia sullo sfondo della scena.

&#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>VITTORIO AMEDEO CIGNAROLI </strong>(Torino, 1730 – 1800)<br />
Titolo: <em>Paesaggio con viandanti e armenti presso un ponte</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: cm 65,5 x 101<br />
Epoca: 1765 c.a</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giuseppe Zais (Forno di Canale d’Agordo, 1709 &#8211; Treviso,1784), Due paesaggi con figure VENDUTI</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/giuseppe-zais-forno-di-canale-dagordo-1709-treviso1784/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 19:17:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Queste due bellissime <em>gouaches</em> inedite raffigurano placidi paesaggi di campagna solcati da tranquilli e limpidi torrenti che riflettono l’azzurro del cielo. Alberi frondosi, poche case dai tetti di paglia, antiche torri vicine e lontane, figure di pescatori, lavandaie e viandanti, qualche animale domestico e distanti montagne azzurrine testimoniano di luoghi tranquilli, di idillio più che di fatica, e di un tempo lento (così diverso dal nostro di oggi), fatto di conversazioni e contemplazioni della natura. Sono paesaggi che si basano certamente su osservazioni e disegni dal vero, ma traslati e ingentiliti secondo le idee tipiche dell’Arcadia. [...] Lo stile e l’alta qualità di queste opere permettono di identificare l’autore nel pittore agordino Giuseppe Zais, verosimilmente in un periodo di piena maturità. Si possono effettuare infatti diversi confronti probanti con opere del maestro: tra tutti quelli possibili mi pare particolarmente vicina la bella tela raffigurante un <em>Paesaggio con figure femminili</em> conservata a Basildon Park (Reading), National Trust. Certamente in due scene come queste si apprezzano pienamente non solo l’influenza di Marco Ricci, bellunese come Zais, che fu grande maestro anche nella tecnica del <em>gouache</em> e da lui frequentato a Venezia, ma anche e soprattutto l’ispirazione alla delicata Arcadia di Francesco Zuccarelli.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>Giuseppe Zais </strong>(Forno di Canale d’Agordo, 1709-Treviso,1784)<br />
Titolo: <em>Due paesaggi con figure</em><br />
Tecnica: Gouache su carta<br />
Dimensioni: cm 43 x 51 ciascuno<br />
Epoca: Seconda metà del Settecento</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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