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	<title>Nature morte &#8211; Galleria Giamblanco</title>
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	<description>Dipinti antichi a Torino dal 1993</description>
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	<title>Nature morte &#8211; Galleria Giamblanco</title>
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	<item>
		<title>Michele Antonio Rapous (Torino 1733-1819), Natura morta di frutta e fiori con vassoio d’argento VENDUTO</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/michele-antonio-rapous-torino-1733-1819-natura-morta-di-frutta-e-fiori-con-vassoio-dargento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 08:59:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Michele era fratello del noto figurista Vittorio Amedeo, con cui ha occasione di collaborare più volte e come lui pittore di corte dei Savoia (è documentato a partire dal 1763 per molteplici lavori a Stupinigi, poi a Palazzo Chiablese, a Palazzo Reale, al castello di Moncalieri e, dal 1758, alla Reggia di Venaria). Michele Antonio Rapous è da considerarsi senza dubbio il più importante esponente della natura morta piemontese e certamente uno dei più significativi interpreti settecenteschi di questo genere pittorico in Italia. Le ricerche condotte dal sottoscritto, confluite nel saggio di apertura del catalogo della mostra torinese del 2000 , hanno permesso di precisarne meglio l’opera, pubblicando numerosi dipinti inediti e hanno portato, tra l’altro, alla scoperta della casa in cui l’artista abitò lungamente, che nel censimento del 1796 è detta “casa del conte Robesti in via Po, vicino all’Albergo del Pozzo”: si tratta di un palazzo all’inizio della via, tuttora esistente, corrispondente all’attuale numero civico 10, passato poi nel 1819 ai Corte di Bonvicino. Sappiamo anche che nella maturità il pittore espose nelle prime Esposizioni torinesi d’arte, almeno nel 1805 e nel 1811 e 1812, e che fu anche raffinato pittore di animali…. [ Prof. Alberto Cottino ]
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>MICHELE ANTONIO RAPOUS</strong> (Torino 1733-1819)<br />
Titolo: <em>Natura morta di frutta e fiori con vassoio d’argento</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 68 x 87,3 cm<br />
Epoca: XVIII secolo<br />
Restauri: stato di conservazione ottimo<br />
Pubblicazioni: inedito</p>
<p>VENDUTO</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gaspar Lopez e Placido Costanzi (Napoli, 1658 circa-Firenze 1740; Roma 1702-1759), Due nature morte di fiori in eleganti ville con putti che giocano</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/gaspar-lopez-e-placido-costanzi-napoli-1658-circa-firenze-1740-roma-1702-1759-due-nature-morte-di-fiori-in-eleganti-ville-con-putti-che-giocano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Dec 2021 08:53:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Queste due affascinanti tele, in ottimo stato di conservazione e qualità eccellente, raffigurano grandi vasi colmi di fiori poggiati all’interno e all’esterno di eleganti ville monumentali, con putti che giocano e scherzano (il primo a sinistra è certamente Cupido addormentato, come si evince dall’arco che tiene nella mano sinistra). Il tono lieve e raffinato, i colori chiari e luminosi, il soggetto squisitamente profano appartengono pienamente alla cultura rococò.
Un cartiglio sul retro testimonia che i dipinti furono esposti all’ importante mostra del Barocco Piemontese, organizzata a Torino nel 1937 (di cui purtroppo per varie ragioni non fu stampato il catalogo) con l’attribuzione a Vittorio Amedeo Rapous (negli appunti della mostra citato con il nome italianizzato “Raposo”, evidentemente ipotizzando un’opera di collaborazione tra i due fratelli Vittorio Amedeo e Michele Antonio Rapous, quest’ultimo specialista in fiori. Un cartiglio sul retro, relativo alla mostra, li segnala come provenienti dalla collezione del dr. Cav. Luigi Germano. Lo confermano un altro cartiglio recante la scritta “Germano Torino” e gli appunti manoscritti di Vittorio Viale relativi alla mostra: si tratta della nota e importante raccolta dell’avvocato Luigi Germano principalmente conservata nel castello di Favria Canavese; Luigi Germano nella stessa mostra espose due bellissime nature morte seicentesche firmate dal fiammingo Carlo Lanfranchi (poi riesposte nella celebre mostra del 1963). Egli era l’erede di Rosalia Germano proprietaria del castello di Favria in quanto moglie in seconde nozze del drammaturgo savoiardo Giovanni Servais, che in prime nozze aveva sposato la marchesa Enrichetta Guasco dei Carron di San Tommaso dalla cui famiglia gli erano pervenuti il castello e varie collezioni d’arte.
Per evidenti ragioni stilistiche i due quadri non possono essere ascritti a Rapous: in realtà sono più antichi e per la parte floreale appartengono ad un grande pittore napoletano di origine ma attivo un po’ in tutta Italia, Gaspar Lopez. Egli è noto soprattutto per le cascate di fiori ambientate in giardini monumentali: si tratta di un genere tipicamente barocco, nato a Roma con Michelangelo da Campidoglio e Abraham Brueghel sulla metà del Seicento e importato a Napoli dallo stesso Brueghel, giunto nella città partenopea nel 1676.
In questo caso, effettivamente, si può comprendere l’errore compiuto da Vittorio Viale e dai curatori della mostra del 1937: appaiono evidenti i modelli rococò francesi che iniziavano a diffondersi in tutta Europa e che evidentemente stimolarono non solo il pittore piemontese ma anche il napoletano. I quadri si confrontano invece agevolmente con due bellissime tele passate da Christie’s certamente di Lopez per la parte di fiori e Placido Costanzi per le figure (figg 1-2). Le composizioni londinesi e le due qui analizzate sono talmente simili qualitativamente, strutturalmente e formalmente da poter sostenere senza problemi un’identità di mani. Si tratterebbe quindi di dipinti eseguiti durante il soggiorno romano di Lopez, approssimativamente scalante tra il 1720 circa e il 1728, quando il pittore è documentato a Firenze, sua ultima dimora.
L’autografia di Lopez per i fiori si dimostra anche attraverso il confronto con dipinti eseguiti nel medesimo periodo, come la serie di Vasi di fiori da me presentati nella mostra luganese del 2010 (se ne veda uno illustrato qui alla fig. 3) : oltre a sottolineare l’alta qualità del pittore, questa tela ne conferma l’autografia per la parte floreale nei due dipinti qui analizzati. Si notano infatti gli stessi colori freddi e aciduli tipici della sua maturità, con i rosa antichi, i bianchi e i rossi carmini che possiamo agevolmente ritrovare nei grandi vasi; tra l’altro spicca il tulipano obliquo bianco e rosa in alto a destra del tutto identico a quello presente nella seconda tela qui studiata (fig. 4), esempio di riutilizzo da cartone o modello tipico dei pittori di natura morta oltre che ulteriore conferma dell’identità di mano.
Gaspar Lopez è da considerarsi il più importante esponente della natura morta napoletana tra la fine del Seicento e la prima metà del Settecento. Il biografo dei pittori napoletani Bernardo de Dominici (1738-42), informatissimo anche sui pittori di natura morta, ci fornisce su di lui un lusinghiero giudizio: “Gasparo Lopes, sebbene fu scolaro di Monsù Dubbison, assisté nondimeno alla scuola dell’Abate [Andrea Belvedere], dal quale ebbe utilissimi ammaestramenti, sicché per essi, e per l’ottima scuola del Dubbison riuscì singolare nel dipingere i fiori, laonde molte opere fece, ornando per lo più Gabinetti di Principi, e di altri Gentiluomini, dapodiché era inchinato a dipingere più nel picciolo che nel grande”. E questa sua inclinazione si nota anche nelle due tele qui studiate, opere proprio da “gabinetto di principi”, adatti ad un luogo che dobbiamo immaginarci privato e raccolto, con molte file sovrapposte di quadri di fiori e frutti (chissà, forse proprio una villa aristocratica suburbana, evocata dall’ambientazione dei quadri). Prosegue De Dominici: “Vago poi di mutar paese, per migliorar sua fortuna, come era avvenuto anche al Dubbison (…) perciò si portò Gasparo primieramente a Roma, e poscia passò a Venezia, indi si portò in Polonia (…) tornò di nuovo in Italia, e si condusse a Firenze, ove piacquero infinitamente l’opere sue al Gran Duca, e lo dichiarò suo pittore, e lo servì alcun tempo (…)” . Grandi committenti, dunque, per un grande pittore di nature morte ben conosciuto fin da quando era in vita pressoché su tutto il territorio italiano. Il soggiorno romano va posto prima del 1720 (purtroppo non sappiamo di quanto) e il 1726, anno in cui firma e data un quadro “Roma 1726”. Subito dopo dovette andare a Firenze, in quanto nel 1728 si immatricolò all’Accademia fiorentina del Disegno, città ove morì il 15 ottobre 1740. Il soggiorno veneziano, su cui non siamo ulteriormente informati, dovette essere in realtà molto breve. Grandi committenti, dunque, per un grande pittore di nature morte ben conosciuto fin da quando era in vita un po’ su tutto il territorio italiano.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore nature morte e paesaggi: <strong>GASPAR LOPEZ</strong> (Napoli, 1658 ca. – Firenze 1740)<br />
Autore putti: <strong>PLACIDO COSTANZI (?)</strong> (Roma, 1702 – 1759)<br />
Titolo: <em>Due nature morte di fiori in eleganti ville con putti che giocano</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 98 x 73 cm cadauna<br />
Epoca: XVIII secolo<br />
Restauri: stato di conservazione ottimo<br />
Expertise / conferma attributiva Prof. Alberto Cottin</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Michele Antonio Rapous, (Torino 1733-1819), Natura morta di fiori e frutta VENDUTO</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/michele-antonio-rapous-torino-1733-1819-natura-morta-di-fiori-e-frutta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2021 10:42:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo bellissimo dipinto raffigura un vaso in terracotta posto su un alto plinto in pietra da cui scende un ricco festone di fiori (principalmente anemoni bianchi, convolvoli, garofani, una grande rosa rossa), accanto al quale, su un plinto più basso posto in un punto più ravvicinato allo spettatore a formare una diagonale visiva che approfondisce lo spazio, si trova un vassoio metallico rovesciato da cui fuoriescono uve bianche (tra cui la varietà pizzutella) prugne e pesche.

Il dipinto rappresenta uno dei vertici qualitativi della produzione matura del pittore di corte torinese Michele Antonio Rapous: lo testimoniano la morbidissima stesura materica, la vivacità del colore dei fiori e della frutta, schiariti da una vivida luce che inonda il primo piano, le elegantissime nuances cromatiche grigio-rosate del cielo, trascoloranti in un tramonto ricco di vapori nuvolosi.

- Alberto Cottino]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>MICHELE ANTONIO RAPOUS</strong> (Torino 1733-1819)<br />
Titolo: <em>Natura morta di fiori e frutta</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: cm 73 x 89,5<br />
Epoca: Settecento<br />
Restauri: in buono stato di conservazione</p>
<p>VENDUTO</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giuseppe Volò detto Vicenzino (Milano 1662 &#8211; dopo il 1700) &#8211; Coppia di nature morte</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/giuseppe-volo-detto-vicenzino-milano-1662-dopo-il-1700-coppia-di-nature-morte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2021 08:50:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA["Queste due tele inedite raffigurano, rispettivamente, la prima grappoli d'uva bianca, una melagrana aperta, un'altra chiusa e un mazzo di fiori, la seconda due grappoli d'uva bianca, un mazzo di fiori con una variopinta pianta di amaranthus tricolor in secondo piano; entrambe le composizioni sono ambientate all'aperto al tramonto inoltrato, mentre fiori e frutta sono poggiati su piani in pietra..... "( expertise del Prof. Alberto Cottino)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>GIUSEPPE VOLÒ DETTO VICENZINO</strong> (Milano 1662 &#8211; 1700)<br />
Titolo: <em>Coppia di nature morte</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 57,5 x 72,5 cm ciascuna<br />
Epoca: Seicento<br />
In perfetto stato di conservazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giovanni Stanchi (Roma 1608-1675) &#8211; Natura morta di frutta &#8211; VENDUTO</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/giovanni-stanchi-roma-1608-1675-natura-morta-di-frutta-venduto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 09:19:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Affascinante tela, di grande qualità. Raffigura una natura morta di uve bianche e nere in una cesta di vimini posta su un piano di marmo. Accanto ad essa sono state poggiate a sinistra due mele. Un mazzetto di fiorellini bianchi, verosimilmente gelsomini, spunta al centro, proprio sotto la cesta. La luce, nitida ed analitica, con ombre dense sul piano del tavolo, mostra chiaramente un’ascendenza caravaggesca, forse mediata dalle magnifiche ceste dell’ancora anonimo ma grande pittore gravitante nell’area di Giovanni Battista Crescenzi, il cosiddetto Maestro della Natura Morta Acquavella.
Lo stile e la notevole qualità pittorica indicano il nome di Giovanni Stanchi come autore dell’opera. Lo testimoniano anche convincenti confronti, come ad esempio quello con un quadro passato recentemente ad un’asta francese con la corretta ascrizione a Stanchi, che presenta uno schema pressoché identico, con analoghe soluzioni formali e la stessa qualità analitica della luce, tanto da risultare palesemente della stessa mano di quello qui studiato… (Scheda completa in possesso della Galleria Giamblanco per il prossimo catalogo 2016)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>Giovanni Stanchi</strong> (Roma 1608-1675)<br />
Titolo: Natura morta di frutta<br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 69 x 97 cm<br />
Epoca: Seicento</p>
<p>VENDUTO</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paolo Porpora (Napoli, 1617 – Roma, 1673) Natura morta con vaso di fiori VENDUTO</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/paolo-porpora-napoli-1617-roma-1673-natura-morta-con-vaso-di-fiori-venduto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 09:14:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La tela descrive un rigoglioso vaso di narcisi, papaveri, garofani, clematis e altri fiori, posato su uno scabro ripiano di pietra. Il dipinto può essere attribuito, per le sue caratteristiche stilistiche e compositive, al pittore di origine napoletana Paolo Porpora e può essere inserito nell’ambito della sua produzione romana della fine degli anni cinquanta del Seicento, quando gli elementi della sua prima formazione iniziano a combinarsi felicemente con gli esiti delle nuove esperienze capitoline.
Porpora nasce a Napoli nel 1617 e viene accolto ancor adolescente nella bottega di Giacomo Recco, in cui rimane per tre anni a partire dal 1632 (Prota-Giurleo 1953). Bernardo De Dominici (1742-1745, vol. III, 1745, p. 80) ricorda invece il suo alunnato presso Aniello Falcone, durante il quale «si applicò ancor egli a dipingere figure, e battaglie sotto la condotta del Falcone, ma poi vedendo esser cosa difficile, e lunghissima il giungere alla perfezione, non essendovi portato dalla natura, si applicò a dipingere pesci, ostriche, lumache… (Vedere catalogo Giamblanco 2015)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>Paolo Porpora</strong> (Napoli, 1617 – Roma, 1673)<br />
Titolo: Natura morta con vaso di fiori, 1655-1660 circa<br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 93,4 x 74 cm<br />
Epoca: Seicento</p>
<p>VENDUTO</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Abraham Brueghel (Anversa 1631-Napoli 1697) &#8211; Natura morta di frutta VENDUTO</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/abraham-brueghel-anversa-1631-napoli-1697-natura-morta-di-frutta-venduto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 09:05:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tela magnifica, di suadente qualità esecutiva e buono stato di conservazione. Raffigura un ricco trionfo di frutta ammucchiata all’aperto, in un angolo del giardino monumentale di una villa nobiliare (s’intravede infatti in alto a destra un vaso in pietra posto su un alto plinto) nel momento in cui il tramonto trascolora nella sera. Il pittore descrive la frutta (melone, zucca, melagrane chiuse e aperte, fichi, pesche, susine, uve bianche e nere e pizzutella) con accurato e profondo naturalismo, supportato in questo senso da una luce nitidissima e analitica che inonda il primo piano ed esalta la qualità ‘ottica’ di ogni singolo frutto, che diviene palpabilmente concreto e naturale ai nostri occhi e definito in ogni singolo dettaglio… (vedere Catalogo Giamblanco 2016)

[Alberto Cottino]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>Abraham Brueghel</strong> (Anversa 1631-Napoli 1697)<br />
Titolo: Natura morta di frutta<br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 94 x 69 cm<br />
Epoca: Seicento</p>
<p>VENDUTO</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Antonio Tibaldi (Roma c. 1635 dopo il 1675) &#8211; Natura morta con argenterie, cuscino ricamato e pappagallo su un tavolo VENDUTO</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/antonio-tibaldi-roma-c-1635-dopo-il-1675-natura-morta-con-argenterie-cuscino-ricamato-e-pappagallo-su-un-tavolo-venduto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 08:53:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dipinto di notevole impatto visivo, nelle classiche dimensioni da ‘tela d’imperatore’, che secondo la definizione barocca identificava le tele di circa 90 x 130 cm. E’ caratterizzato da una ricca mostra di oggetti preziosi poggiati su un tavolo in apparente disordine (vasi e brocche d’argento, alcuni dei quali rovesciati, oreficerie, un cuscino e un elegante tessuto ricamati a fili d’oro) su cui si è posato un pappagallo, probabilmente un ara rosso, che dà un ulteriore tocco di preziosità ad un insieme teso a esaltare la ricchezza di un ambiente e, in definitiva, del compratore (si trattava di uccelli esotici e all’epoca rari). Introduce alla scena, sulla sinistra, un bellissimo tendone a broccato aperto sulla sinistra. Il pittore appare particolarmente attento… (vedere Catalogo Giamblanco 2016)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>Antonio Tibaldi</strong> (Roma c. 1635 dopo il 1675)<br />
Titolo: Natura morta con argenterie, cuscino ricamato e pappagallo su un tavolo<br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 96,5 x 132 cm<br />
Epoca: Seicento<br />
Bibliografia: inedito</p>
<p>VENDUTO</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Michele Antonio Rapous (Torino 1733-1819), Coppia di Nature morte con fiori</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/michele-antonio-rapous-torino-1733-1819-coppia-di-nature-morte-con-fiori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2021 10:20:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa bella coppia di tele raffigura ricchi vasi di fiori di aspetto classicheggiante posti all’aperto, il primo sul limitare di una villa antica (che s’intravede in controluce sulla destra), il secondo sotto un albero. Nella seconda tela, ai piedi del vaso si nota un bacile metallico rovesciato con fuoriuscita di grappoli d’uva, susine, pesche. L’ambientazione è serale, con il cielo che trascolora verso l’inevitabile conclusione del giorno mentre l’ultimo barlume di luce colpisce il primo piano illuminando vividamente i fiori. Essi sono prevalentemente caratterizzati dagli eleganti colori bianchi, rosa e azzurri degli anemoni, dei tulipani, delle rose e dei convolvoli, appena scaldati qua e là da accensioni di rosso dei garofani, papaveri e altri anemoni. Lo stile e l’alta qualità testimoniano l’autografia di Michele Antonio Rapous, pittore di corte dei Savoia, attivo lungamente per le principali dimore della famiglia e dei nobili che gravitavano intorno alla corte. 

- Alberto Cottino]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore : <strong>Michele Antonio Rapous</strong> (Torino 1733-1819)<br />
Titolo: Coppia di Nature morte con fiori<br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 95 x 97 cm cadauno<br />
Epoca: Seconda metà del Settecento</p>
<p>VENDUTI</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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