<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mitologico &#8211; Galleria Giamblanco</title>
	<atom:link href="https://www.galleriagiamblanco.com/tag-prodotto/mitologico/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.galleriagiamblanco.com</link>
	<description>Dipinti antichi a Torino dal 1993</description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 Jul 2022 09:40:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.5.5</generator>

<image>
	<url>https://www.galleriagiamblanco.com/wp-content/uploads/2020/12/Icona-sito_Giamblanco-100x100.png</url>
	<title>Mitologico &#8211; Galleria Giamblanco</title>
	<link>https://www.galleriagiamblanco.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Orazio Riminaldi (Pisa, 1593 &#8211; 1630), Davide esibisce il capo reciso del gigante</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/orazio-riminaldi-pisa-1593-1630-davide-esibisce-il-capo-reciso-del-gigante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Apr 2021 15:36:49 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.galleriagiamblanco.com/?post_type=product&#038;p=3118</guid>

					<description><![CDATA[<strong>Dipinto con attestato di libera circolazione</strong>.

L’archetipo di questo Davide assorto dopo avere reciso il capo del gigante Golia è certamente da riconoscere in una delle ultime opere del Caravaggio, il Davide con la testa di Golia della Galleria Borghese. Anche in quel caso Davide è a mezzo busto, illuminato da una luce direzionata e definito da decisi contrasti di luce/ombra; ma la matrice di questo quadro andrà ricercata anche nelle molteplici declinazioni che si ebbero di questo soggetto in ambito caravaggesco come nel caso di Manfredi, di Simon Vouet e di Nicolas Tournier. Si direbbe quasi che questo Davide, spietato sul campo battaglia, stia qui a rappresentare, nel primo scorcio del Seicento, il ‘quietismo’ di Torquato Accetto in campo politico…

Clicca <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/wp-content/uploads/2021/02/Catalogo-Quattro-Secoli-di-Pittura.pdf">QUI</a> per vedere la descrizione completa nel Catalogo Quattro secoli di pittura 2016, pg. 16-17]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>ORAZIO RIMINALDI</strong> (Pisa, 1593 &#8211; 1630)<br />
Titolo: <em>Davide esibisce il capo reciso del gigante</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 114 x 93 cm<br />
Epoca: 1615 circa</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Francesco Cairo (Varese 1594 &#8211; Milano 1674), Venere, Marte e Cupido VENDUTO</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/francesco-cairo-varese-1594-milano-1674-venere-marte-e-cupido/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Apr 2021 12:29:37 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.galleriagiamblanco.com/?post_type=product&#038;p=3111</guid>

					<description><![CDATA[Francesco del Cairo nacque nel 1598 presso Varese; morì a Milano nel 1674. Allievo del Morazzone,lavorò poi come pittore di corte a Torino presso il duca Vittorio Amedeo di Savoia a ritratti e quadri storici. Recatosi a Venezia e a Roma, si volse, secondo gli antichi suoi biografi, a una maniera più dolce. Infine, a Milano, esplicò una fertilissima attività di ritrattista e di pittore religioso. Sue opere si trovano a Milano in S. Carlo, in S. Vittorino, in S. Antonio Abate; nella Certosa di Pavia; nella parrocchiale di Varese; nella chiesa di S.Teresa a Piacenza; di S. Bartolomeo a Modena, degli Scalzi a Venezia. Nella R. Pinacoteca di Torino v'è un suo <em>Cristo nell'orto di Getsemani, </em>anteriore al 1635; nella Galleria di Parma gli si attribuiscono una <em>Madonna del Rosario </em>e un <em>Martirio di S. Margherita; </em>nella Pinacoteca di Brera vi è un suo autoritratto; nel Museo di stato a Vienna un suo ritratto di giovane; nella Galleria di Dresda una <em>Venere con Apollo e Amore. </em>E' uno fra i pittori più rappresentativi del Barocco lombardo iniseme col Morazzone, col Cerano e col Procaccini. La sua pittura è piena di movimento e di accenti drammatici; in essa prevalgono tonalità oscure, illuminate da improvvisi lampeggiamenti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>FRANCESCO CAIRO</strong> (Varese 1594 &#8211; Milano 1674)<br />
Titolo: <em>Venere, Marte e Cupido</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 122 x 154 cm<br />
Epoca: 1600</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paolo Gerolamo Piola (1666 &#8211; 1724), Diana/ Venere</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/paolo-gerolamo-piola-1666-1724-diana-venere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 22:52:07 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.galleriagiamblanco.com/?post_type=product&#038;p=2646</guid>

					<description><![CDATA[La leggerezza sofisticata di Venere, con le chiome e i nastri decorativi sparsi al vento e circondata da un volo di uccelli che rinviano all'attributo delle colombe, e l'eleganza distaccata di Diana, abbigliata con panneggi di cartacea consistenza e scortata da tre cani dal mantello variopinto, si completano accanto alla magnifica bellezza... (Per la descrizione completa, vedere Domenico Piola 1628 - 1703 - Percorsi di pittura Barocca, a cura di Daniele Sanguineti, Sagep Editori, 2017)

Clicca <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/wp-content/uploads/2021/02/Catalogo-venticinque-anni-di-attivita.pdf">QUI</a> per vedere la descrizione completa Catalogo Venticinque anni di attività 2017/2018, pg. 42-43]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>PAOLO GEROLAMO PIOLA</strong> (1666 &#8211; 1724)<br />
Titolo: <em>Diana</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 76, 5 x 179 cm<br />
Epoca: 1600</p>
<p>Titolo: <em>Venere</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 76, 5 x 179 cm<br />
Epoca: 1600</p>
<p>Entrambe le tele sono in buono stato di conservazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Daniel Seiter (Vienna, 1647 – Torino,1705), Diana e Orione</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/daniel-seiter-vienna-1647-torino1705-diana-e-orione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 22:31:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.galleriagiamblanco.com/?post_type=product&#038;p=2639</guid>

					<description><![CDATA[Opera esposta alla mostra<em> Sfida al Barocco, Roma Torino Parigi 1680 – 1750</em>, tenutasi a Venaria Reale dal 30 maggio al 20 settembre 2020, progettata dalla Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura e organizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude.

Provenienza: collezione privata della famiglia Baglioni

Nel vigoroso dipinto l'artista viennese riporta sulla tela il mito di Diana e Orione, episodio mitologico che conosce pochi esemplari figurativi. Il pittore orchestra l'intera composizione intorno al tragico momento in cui la dea, nel vano tentativo di riportare in vita il bellissimo Orione, rivolge il dardo fatale ad Esculapio. Il cielo cupo sotto cui si anima la scena contrasta con il candido corpo del cacciatore, riuscendo ad evocare la drammaticità di un omicidio avvenuto per errore, esito dell'inganno teso a Diana da parte del geloso fratello Apollo. Il pittore, in questo dipinto, rinnova il suo amore per il tema, già da egli affrontato in Diana presso il cadavere di Orione, custodito al Museo del Louvre, come anche nel tondo inserito nella volta della Camera da Dormire di Vittorio Amedeo II di Savoia, all'interno del Palazzo Reale di Torino.

Clicca <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/wp-content/uploads/2021/02/Catalogo-venticinque-anni-di-attivita.pdf">QUI</a> per vedere la descrizione completa Catalogo Venticinque anni di attività 2017/2018, pg. 56-57.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>DANIEL SEITER</strong> (Vienna, 1647 – Torino,1705)<br />
Titolo: <em>Diana e Orione</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 174,5 x 155 cm<br />
Epoca: 1685 circa</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Daniel Seiter (Vienna, 1647 – Torino,1705), Io trasformata in giovenca con Giunone ed Argo</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/daniel-seiter-vienna-1647-torino1705-io-trasformata-in-giovenca-con-giunone-ed-argo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 22:17:17 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.galleriagiamblanco.com/?post_type=product&#038;p=2633</guid>

					<description><![CDATA[Questa grande tela inedita di Daniel Seiter è stata identificata da Guendalina Serafinelli – che ha attualmente in corso uno studio sull'opera, di cui ci ha fornito alcune anticipazioni – nell'inventario della collezione di Emanuele del Portogallo, stilato a Roma nel 1686. Il documento fornisce informazioni dettagliate anche sul costo del dipinto e della sua cornice, pagati rispettivamente dal committente trenta e otto scudi. La tela raffigura l'episodio mitologico di Giove e Io: nella scena la principessa Io, trasformata in giovenca dal dio per sottrarla alla gelosia della moglie Giunone, viene consegnata da quest'ultima al fedele Argo affinché la sorvegli. Argo verrà poi ucciso da Mercurio, incaricato da Giove di liberare Io, e la giovane, dopo numerose peripezie, arriverà infine in Egitto, dove secondo la leggenda riprenderà sembianze umane e sarà venerata con il nome di Iside.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>DANIEL SEITER</strong> (Vienna, 1647 – Torino,1705)<br />
Titolo: <em>Io trasformata in giovenca con Giunone ed Argo</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 121 x 167 cm<br />
Epoca: 1600</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Luigi Garzi (Pistoia, 1638 – Roma, 1721), Alfeo e Aretusa</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/luigi-garzi-pistoia-1638-roma-1721-alfeo-e-aretusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 21:52:39 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.galleriagiamblanco.com/?post_type=product&#038;p=2603</guid>

					<description><![CDATA[Questa grande tela di Luigi Garzi raffigurante il raro episodio mitologico – tratto dalle <em>Metamorfosi</em> di Ovidio – di Alfeo e Aretusa è stata recentemente oggetto di un approfondito studio scientifico e iconografico di Stefania Macioce e costituisce la copertina della prima monografia dedicata all'artista, curata da Francesco Grisolia e Guendalina Serafinelli per i tipi di Officina Libraria.

Trasferitosi giovanissimo a Roma, Garzi studiò dapprima presso la bottega del paesaggista Salomone Boccali, quindi proseguì il suo apprendistato sotto la guida di Andrea Sacchi.

Le prime opere documentate dell'artista risalgono agli anni Settanta del Seicento e comprendono commissioni pubbliche (San Marcello al Corso, Santa Caterina a Magnanapoli, Santa Croce in Gerusalemme, Santi Ambrogio e Carlo al Corso) e private (Palazzo Borghese); queste prestigiose committenze gli permisero di farsi conoscere anche al di fuori dei confini dell'Urbe e di lavorare poi lungamente nel corso degli anni Novanta del secolo a Napoli (Santa Caterina a Formiello, Galleria del principe di Cellamare, Palazzo Reale e San Carlo all’Arena).

La sua lunga e prolifica carriera fu ricca di riconoscimenti ufficiali: nel 1670 divenne accademico di San Luca, per divenire poi nel 1682 Principe della stessa Accademia. Nel 1680 e nel 1702 inoltre fu reggente della Congregazione dei Virtuosi al Pantheon, il primo Sodalizio di artisti a Roma, nato  nel 1543 con l'autorizzazione di papa Paolo III.

L'<em>Alfeo e Aretusa</em> della Galleria Giamblanco è databile al primo decennio del XVIII secolo, quando Garzi rientrò a Roma dopo il suo soggiorno campano, e rappresenta uno dei vertici della sua produzione pittorica, che unisce all'orientamento classicista emiliano e marattesco l'influenza dell'opera di Nicolas Poussin. L'eleganza della disposizione chiastica delle figure si associa qui a una tavolozza cromatica estremamente raffinata, che utilizza un gioco di contrappunti tra il rosso e il blu per identificare e differenziare le componenti maschili e femminili.

Clicca <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/wp-content/uploads/2021/02/Catalogo-venticinque-anni-di-attivita.pdf">QUI</a> per vedere la descrizione completa Catalogo Venticinque anni di attività del 2017/2018, pg. 54-55.

Clicca <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/cataloghi#garzi">QUI</a> per vedere la descrizione del libro Luigi Garzi (1638-1721); Francesco Grisolia, Guendalina Serafinelli, Officina Libraria, 2018, p. 336

Bibliografia: S. Macioce, <em>Il mito di Alfeo e Aretusa. Appunti d'iconografia</em>, in <em>Luigi Garzi 1638-1721. Pittore romano</em>, a cura di F. Grisolia e G. Serafinelli, Milano 2018, pp. 145-159.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>LUIGI GARZI</strong> (Pistoia, 1638 – Roma, 1721)<br />
Titolo: <em>Alfeo e Aretusa</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 121 x 171 cm<br />
Epoca: 1705-10 ca</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
