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	<title>Cignaroli Angelo &#8211; Galleria Giamblanco</title>
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	<description>Dipinti antichi a Torino dal 1993</description>
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	<title>Cignaroli Angelo &#8211; Galleria Giamblanco</title>
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	<item>
		<title>Vittorio Amedeo Cignaroli  (Torino. 1730 &#8211; 1800), Paesaggio animato con Monviso in lontananza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 14:18:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Figlio del pittore Scipione e di Marianna Caretti, Vittorio Amedeo Cignaroli nacque a Torino intorno al 1730. La data di nascita viene stabilita sulla base dell’atto di morte che lo dice “di anni 70″. A. Baudi di Vesme (Schede Vesme) chiarì la confusione sorta intorno al suo nome, per cui la sua persona era stata precedentemente sdoppiata in quella di Vittorio Amedeo e di Gaetano.
Secondo la tradizione familiare, il C. si formò presso il padre dal quale assorbì la cultura veneta, ma con diverso orientamento. Gusto più lezioso e nostalgie arcadiche distinguono infatti il C. dal padre, di cui fu collaboratore; i modi alquanto stucchevoli, ma sorretti da sicura abilità di mestiere, incontrarono uno straordinario successo presso la corte sabauda e l’aristocrazia piemontese. È precisamente con Vittorio Amedeo che la bottega dei Cignaroli si allargò di molto, accogliendo quantità di aiuti e rendendo così tuttora difficile una distinzione tra la produzione autografa e quella di bottega. L’opera del C. è documentata dal 1749 al 1794.
Aveva sposato nel 1766 Rosalia Ladatte, figlia dello scultore Francesco, pittrice, che divenne pure sua collaboratrice e morì nel 1792 (I. Nepote, in Schede Vesme, p. 317).

– Enciclopedia Treccani, Vittorio Amedeo Cignaroli]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>Vittorio Amedeo Cignaroli</strong> (Torino. 1730 &#8211; 1800)<br />
Titolo: Paesaggio animato con Monviso in lontananza<br />
Epoca: XVIII secolo<br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Misure: 100 x 110 cm. ( 110 x 120 cm. con cornice)<br />
Stato di conservazione: Ottimo<br />
Provenienza: Torino</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vittorio Amedeo Cignaroli  (Torino. 1730 &#8211; 1800), Paesaggio animato con famiglia in primo piano</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/vittorio-amedeo-cignaroli-torino-1730-1800-paesaggio-animato-con-famiglia-in-primo-piano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 14:15:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Figlio del pittore Scipione e di Marianna Caretti, Vittorio Amedeo Cignaroli nacque a Torino intorno al 1730. La data di nascita viene stabilita sulla base dell’atto di morte che lo dice “di anni 70″. A. Baudi di Vesme (Schede Vesme) chiarì la confusione sorta intorno al suo nome, per cui la sua persona era stata precedentemente sdoppiata in quella di Vittorio Amedeo e di Gaetano.
Secondo la tradizione familiare, il C. si formò presso il padre dal quale assorbì la cultura veneta, ma con diverso orientamento. Gusto più lezioso e nostalgie arcadiche distinguono infatti il C. dal padre, di cui fu collaboratore; i modi alquanto stucchevoli, ma sorretti da sicura abilità di mestiere, incontrarono uno straordinario successo presso la corte sabauda e l’aristocrazia piemontese. È precisamente con Vittorio Amedeo che la bottega dei Cignaroli si allargò di molto, accogliendo quantità di aiuti e rendendo così tuttora difficile una distinzione tra la produzione autografa e quella di bottega. L’opera del C. è documentata dal 1749 al 1794.
Aveva sposato nel 1766 Rosalia Ladatte, figlia dello scultore Francesco, pittrice, che divenne pure sua collaboratrice e morì nel 1792 (I. Nepote, in Schede Vesme, p. 317).

– Enciclopedia Treccani, Vittorio Amedeo Cignaroli]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>Vittorio Amedeo Cignaroli</strong> (Torino. 1730 &#8211; 1800)<br />
Titolo: Paesaggio animato con famiglia in primo piano<br />
Epoca: XVIII secolo<br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Misure: 104 x 110 cm. ( 115 x 120 cm. compresa cornice)<br />
Stato di conservazione: Ottimo<br />
Provenienza: Torino</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Angelo Cignaroli (Torino 1767 &#8211; 1841/42), Paesaggio innevato con personaggi</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/angelo-cignaroli-torino-1767-1841-42-paesaggio-innevato-con-personaggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 14:08:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Riscoperto da <strong>Andreina Griseri</strong> in occasione della mostra sul Barocco Piemontese del 1963, <strong>Angelo Cignaroli</strong> è stato oggetto di alcune esposizioni parziali e collaterali, ma mai argomento di un approfondito studio monografico.

Cresciuto nella bottega del padre, Angelo ereditò nel 1792 la carica di regio pittore di “<em>paesaggi e boscarecce</em>”. A differenza di Vittorio Amedeo, conosciuto soprattutto per paesaggi ideali dal gusto arcadico e classicheggiante, egli si specializzò nell’esecuzione di <strong>vedute dal vero di medie dimensioni di residenze reali e di città, di villaggi e siti appartenenti al Regno di Sardegna</strong>.

Angelo Cignaroli fu anche <strong>pittore del sublime alpino</strong>: sue sono infatti alcune <strong>precoci vedute alpine</strong>, rivolte soprattutto al massiccio del Monte Bianco e ai suoi ghiacciai, oggetto allora di esplorazioni scientifiche da parte dello svizzero <strong>Horace-Benedict de Saussure</strong>, autore del mirabile <strong>Voyages dans le Alps</strong> (1779-96).

Tratto da:  <a href="https://www.fondazioneaccorsi-ometto.it/">https://www.fondazioneaccorsi-ometto.it/</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>ANGELO CIGNAROLI</strong> (Torino 1767 &#8211; 1841/42)<br />
Titolo: Paesaggio innevato con personaggi<br />
Epoca: XVIII secolo<br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Misure: 71 x 90 cm. ( 88 x 106 cm. compresa cornice)<br />
Stato di conservazione: discreto<br />
Provenienza: Asti</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vittorio Amedeo Cignaroli  (Torino 1730 &#8211; 1800) e Angelo Cignaroli (Torino 1767 &#8211; 1841/1842), Tobia e l&#8217;angelo VENDUTO</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/vittorio-amedeo-cignaroli-torino-1730-1800-e-angelo-cignaroli-torino-1767-1841-1842-tobia-e-langelo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 10:33:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA["Figlio del pittore Scipione e di Marianna Caretti, Vittorio Amedeo Cignaroli nacque a Torino intorno al 1730. La data di nascita viene stabilita sulla base dell'atto di morte che lo dice "di anni 70". A. Baudi di Vesme (Schede Vesme) chiarì la confusione sorta intorno al suo nome, per cui la sua persona era stata precedentemente sdoppiata in quella di Vittorio Amedeo e di Gaetano.
Secondo la tradizione familiare, il C. si formò presso il padre dal quale assorbì la cultura veneta, ma con diverso orientamento. Gusto più lezioso e nostalgie arcadiche distinguono infatti il C. dal padre, di cui fu collaboratore; i modi alquanto stucchevoli, ma sorretti da sicura abilità di mestiere, incontrarono uno straordinario successo presso la corte sabauda e l'aristocrazia piemontese. È precisamente con Vittorio Amedeo che la bottega dei Cignaroli si allargò di molto, accogliendo quantità di aiuti e rendendo così tuttora difficile una distinzione tra la produzione autografa e quella di bottega. L'opera del C. è documentata dal 1749 al 1794.
Aveva sposato nel 1766 Rosalia Ladatte, figlia dello scultore Francesco, pittrice, che divenne pure sua collaboratrice e morì nel 1792 (I. Nepote, in Schede Vesme, p. 317). Dei loro figli fu pittore Angelo, [che colloborò nella realizzazione del presente dipinto]".

- Enciclopedia Treccani, Vittorio Amedeo Cignaroli]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>VITTORIO AMEDEO CIGNAROLI E ANGELO CIGNAROLI</strong> (Torino 1767 &#8211; 1841/1842)<br />
Titolo: <em>Tobia e l&#8217;angelo</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: cm 44 x 69<br />
Epoca: Settecento<br />
Restauri: in buono stato di conservazione</p>
<p>VENDUTO</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Angelo Cignaroli (Torino 1767 &#8211; 1841-42), Veduta del Ponte del Diavolo</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/angelo-cignaroli-torino-1767-1841-42-veduta-del-ponte-del-diavolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 10:21:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA["Tra le pochissime vedute di Angelo Cignaroli a non avere come protagonista una qualche località piemontese c'è questa inedita tela; insolito è il modo in cui fu disposto il supporto sul cavalletto, non in senso orizzontale, bensì in verticale. Scopo della scelta fu quasi certamente quello di conferire un maggior slancio ascensionale all'intera composizione e dunque di rendere ancora più monumentali e maestose le scabre montagne raffigurate. Il poetico effetto di controluce che caratterizza tutto il secondo piano della scena rende visibile, al centro, quello che a tutti gli effetti è l'unico elemento che riesce - diciamo pure così - a spezzare in due tale verticalità, ossia l'esile ponte a schiena d'asino che collega i due versanti opposti di un orrido, in mezzo al quale corre ripidissima un'impetuosa cascata."

- Museo di Arti Decorative Accorsi - Ometto, ANGELO CIGNAROLI, Vedute del Regno di Sardegna, Silvana Editoriale, p. 218.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>ANGELO CIGNAROLI</strong> (Torino 1767 &#8211; 1841-42)<br />
Titolo: <em>Veduta del Ponte del Diavolo</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: cm 41 x 30<br />
Epoca: Settecento<br />
Restauri: in buono stato di conservazione</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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