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	<title>Balestra Antonio &#8211; Galleria Giamblanco</title>
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	<description>Dipinti antichi a Torino dal 1993</description>
	<lastBuildDate>Wed, 28 Jul 2021 09:35:28 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Balestra Antonio &#8211; Galleria Giamblanco</title>
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		<title>Antonio Balestra (Verona, 1666-1740) &#8211; Alessandro Magno davanti al cadavere di Dario VENDUTO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 09:28:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il dipinto è giunto all’attuale collocazione con un generico riferimento alla scuola veneziana degli inizi del xviii secolo e un soggetto omerico, legato all’Iliade: «Achille piange la morte di Patroclo». Tuttavia, al di là del fatto che il personaggio virile steso a terra privo di vita, con la ferita evidente sul petto, appare troppo maturo per impersonare il giovane amico di Achille, egli reca ancora sul capo una corona. Il dettaglio rimanda, più correttamente, all’episodio di Alessandro Magno di fronte al cadavere del nemico ucciso a tradimento, il re Dario. Il fatto è narrato da Plutarco nelle Vite parallele (Vita di Alessandro, 43) e da Curzio Rufo nelle Storie di Alessandro Magno (libro V, capitolo 13).
La rimozione della vernice ingiallita e la pulitura della pellicola pittorica hanno rivelato una superficie nel complesso ben conservata, mettendo in evidenza nel contempo una materia corposa e una felice… (vedere catalogo Giamblanco 2015)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>Antonio Balestra</strong> (Verona, 1666-1740)<br />
Titolo: Alessandro Magno davanti al cadavere di Dario, 1725 circa<br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 141 x 176,5 cm<br />
Epoca: Settecento<br />
Inedito.</p>
<p>COLLEZIONE PRIVATA</p>
<p>VENDUTO</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Antonio Balestra (Verona, 1666-1740), Mosè salvato dalle acque del Nilo</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/antonio-balestra-verona-1666-1740-mose-salvato-dalle-acque-del-nilo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Apr 2021 12:09:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel <em>Mosè salvato</em> emerge la solida impostazione formale di Balestra, che si sofferma nella resa delle pose espressive dei protagonisti e nel bilanciamento della composizione. La tela è forse lo studio preparatorio per un quadro di analogo soggetto già passato in asta Christie’s nel 1990 (olio su tela, 159x206 cm): tra le due opere si possono riscontrare numerose varianti, come l’eliminazione nella redazione definitiva del piccolo servitore moro sulla destra, per consentire una migliore rotazione di tutte le figure femminili attorno alla luminosa immagine di Mosè. Si conoscono ulteriori versioni di questo soggetto, anche se di impianto alquanto diverso, come la tela dipinta per il soffitto della Marmorsaal del castello di Pommersfelden (1714-1716 circa) e la redazione ora conservata all’Accademia Tadini di Lovere (inv. 282)

Clicca <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/wp-content/uploads/2021/02/Catalogo-Quattro-Secoli-di-Pittura.pdf">QUI</a> per vedere la descrizione completa nel Catalogo Quattro secoli di pittura 2016, pg. 36-37]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>ANTONIO BALESTRA</strong> (Verona, 1666-1740)<br />
Titolo: <em>Mosè salvato dalle acque del Nilo</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 63 x 98,5 cm<br />
Epoca: Prima metà del Settecento</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Antonio Balestra (Verona 1666 &#8211; 1740), Bozzetto per la pala d&#8217;altare della chiesa di San Gregorio al Celio</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/antonio-balestra-verona-1666-1740-bozzetto-per-la-pala-daltare-della-chiesa-di-san-gregorio-al-celio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2021 17:14:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<strong>Dipinto sottoposto a vincolo di notifica, da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Soprintendenza ABAP di Torino, con dichiarazione di interesse culturale a tutela del patrimonio storico e artistico.</strong>

A richiedere a Balestra la pala romana si era mosso un personaggio veneziano di alta caratura, Angelo Maria Querini (1680-1755), che fu elevato alla dignità cardi­nalizia nel 1727. Il dipinto della Galleria Giamblanco che qui si presenta è legato a questa prestigiosa com­missione. Poche sono infatti le differenze con la versio­ne finale: l’impostazione compositiva e la posizione dei personaggi principali appaiono del tutto sovrapponibili, solo Gregorio Magno nella pala abbasserà la mano de­stra, pronto a scrivere sul pesante libro che un angioletto sorregge faticosamente sopra di sé. Nella piccola tela un compagno di quest’ultimo occupa l’angolo in basso a sinistra, quasi a sorvegliare il triregno che il Padre della Chiesa sembra aver abbandonato a terra, tutto intento a cogliere l’ispirazione della colomba dello Spirito Santo; e Gesù Bambino si divincola dalle mani della madre, in una posa spontanea ma un po’ disarticolata, che verrà calibrata maggiormente nella pala romana. La varia­zione maggiore si riscontra in alto a destra, laddove un angelo adolescente regge il drappo che fa da baldacchino improvvisato all’apparizione celeste: dettaglio che nella redazione maggiore sarà sostituito da due più piccoli e giocosi infanti alati.

Una serie di caratteri permette di restituire anche questa tela alla mano di Antonio Balestra: la correttezza dise­gnativa; la stesura materica accurata, ma corposa; la re­gia luministica sensibile, come rivelano gli intarsi di luce e ombra che definiscono il corpo del Bambino; il volto di sant’Andrea, modellato a tacche di colore; la cotta di san Gregorio, il cui candore è reso virtuosisticamente con colori «sporcati»; la bella invenzione dell’angelo in alto, che offre alla piena luce la morbida schiena.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>ANTONIO BALESTRA</strong> (Verona 1666 &#8211; 1740)<br />
Titolo: <em>Bozzetto per la pala d&#8217;altare della chiesa di San Gregorio al Celio</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 113 x 55,5 cm<br />
Epoca: 1700</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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