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	<title>Nostre opere nei musei &#8211; Galleria Giamblanco</title>
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	<description>Dipinti antichi a Torino dal 1993</description>
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	<title>Nostre opere nei musei &#8211; Galleria Giamblanco</title>
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	<item>
		<title>Bartolomeo Cavarozzi (Viterbo, 1587 &#8211; Roma, 1625), Sacra Famiglia</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/bartolomeo-cavarozzi-viterbo-1587-roma-1625-sacra-famiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Apr 2021 11:13:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il dipinto è comparso in asta Finarte a Roma nel dicembre del 1973 già con il riferimento a Cavarozzi. Pervenuto in una collezione romana, è stato poi oggetto
di menzioni da parte di Maurizio Marini (1979, p. 74, nota 25) e di Benedict Nicolson (1979, p. 42); è interessante rilevare che nella riedizione del repertorio dello studioso anglosassone (1990, I, p. 96) la curatrice Luisa Vertova riportava una provenienza dalla collezione Spinola di Genova (era il venditore del 1973 che nel 1988
aveva informato la studiosa). L’opera è stata in seguito in deposito presso la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola per alcuni anni dall’inizio del 2001, per poi tornare in collezione Zerbone e quindi presso la Galleria Giamblanco. La provenienza Spinola suggerita dalle informazioni della Vertova non è confermata da elementi documentari, malgrado la volenterosa ricostruzione di Zanelli che nella sua ampia scheda nel catalogo del 2005 (Bartolomeo Cavarozzi, pp. 50-61) ipotizza la possibilità di un errore attributivo dell’Alizeri, il quale in Palazzo Doria Spinola nel 1875 (p. 241) registrava una «Sacra Famiglia» di Simone Cantarini.

Clicca <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/wp-content/uploads/2021/02/Catalogo-pittura-italiana-dal-Seicento-al-Settecento-2014.pdf">QUI</a> per vedere la descrizione completa nel Catalogo Pittura italiana dal Seicento al Settecento 2014, pg. 12-15]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>BARTOLOMEO CAVAROZZI</strong> (Viterbo, 1587 &#8211; Roma, 1625)<br />
Titolo: <em>Sacra Famiglia</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 156 x 118 cm<br />
Epoca: 1617-1619 circa</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bernardo Strozzi (Genova, 1581 &#8211; Venezia, 1644), Parabola dell&#8217;invitato a nozze</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/bernardo-strozzi-genova-1581-venezia-1644-parabola-dellinvitato-a-nozze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Apr 2021 10:59:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<strong>La tela attualmente è conservata presso le Gallerie dell'Accademia di Venezia.</strong>

Bernardo Strozzi (noto anche come «il Cappuccino» o «il Prete Genovese» per le sue vicende biografiche), figura fondamentale della pittura italiana di primo Seicento, nacque a Genova nel 1581 e svolse il suo apprendistato nella bottega del manierista toscano Pietro Sorri. Frate cappuccino, a causa di problemi giudiziari con il suo ordine nel 1633 si trasferì a Venezia. Qui, essendo un artista ormai affermato, ottenne da subito importanti commissioni.

Nel 1636 lo Strozzi eseguì una grande tela di formato ovale da collocare sul soffitto sopra l’altar maggiore della chiesa veneziana dell’Ospedale degli Incurabili, rappresentante la «Parabola dell’invitato a nozze». Il progetto decorativo fu completato solo diversi anni dopo, con l’aggiunta della «Parabola delle vergini savie e delle vergini stolte» del Padovanino (ultimata nel 1644) e del «Paradiso» iniziato da Sante Peranda nel 1638 e portato a termine dopo la morte di quest’ultimo da Francesco Maffei. La lettura iconografica di questo cantiere ruotava ovviamente attorno alla scena del «Paradiso», con le due parabole che alludevano alla necessità di farsi trovare con l’anima pronta a salire al cielo al momento della morte.
La grande tela del Cappuccino, di cui questa figura di sovrano di proprietà della Galleria Giamblanco costituisce uno straordinario frammento.

Clicca <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/wp-content/uploads/2021/03/Catalogo-Pittura-italiana-dal-Seicento-al-Settecento-2015_.pdf">QUI</a> per vedere la descrizione completa nel Catalogo Pittura italiana dal Seicento al Settecento 2015, pg. 10-13]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>BERNARDO STROZZI</strong> (Genova, 1581 &#8211; Venezia, 1644)<br />
Titolo: <em>Parabola dell&#8217;invitato a nozze</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 183 x 126,5 cm<br />
Epoca: 1636</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bernardo Strozzi (Genova, 1581 &#8211; Venezia, 1644), Allegoria della pittura</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/bernardo-strozzi-genova-1581-venezia-1644-allegoria-della-pittura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Apr 2021 10:40:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<strong>La tela è attualmente conservata presso la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola.</strong>

"L’«Allegoria della Pittura», conservata per diversi anni nella raccolta Zerbone di Genova, è riemersa dal mercato antiquario soltanto nel 1973, ma da quel momento è entrata a far parte integrante del catalogo di Bernardo Strozzi, uno degli artisti capitali del primo Seicento italiano. Strozzi compie la sua prima formazione nella bottega del pittore senese Pietro Sorri allo scadere del Cinquecento e inizia la sua attività a Genova. Dopo essere stato accolto nell’Ordine dei frati minori cappuccini nel 1598, tra il 1609 e il 1610 chiede ai superiori il permesso di esercitare appieno il proprio mestiere, per contribuire al sostentamento della madre e della sorella.
Nelle sue prime opere Bernardo guarda ai modelli del tardo manierismo proposti dal suo maestro toscano, ma anche dagli artisti lombardi come Cerano, Procaccini
e Morazzone. A Genova può inoltre approfondire il suo studio su capolavori di Caravaggio e dei suoi seguaci, e degli autori della scuola fiamminga presenti nelle migliori collezioni della Superba, arricchendo notevolmente il suo lessico figurativo. Nel corso degli anni venti trova in Pieter Paul Rubens quella ricchezza
di impasti cromatici, che diventerà un contrasse".

Clicca <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/wp-content/uploads/2021/02/Catalogo-pittura-italiana-dal-Seicento-al-Settecento-2014.pdf">QUI</a> per vedere la descrizione completa nel Catalogo Pittura italiana del Seicento e Settecento 2014, pg. 10-11]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>BERNARDO STROZZI</strong> (Genova, 1581 &#8211; Venezia, 1644)<br />
Titolo: <em>Allegoria della pittura</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 130 x 94 cm<br />
Epoca: 1600</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Valerio Castello (Genova, 1624-1659), Triofo di Davide</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/valerio-castello-genova-1624-1659-triofo-di-davide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Apr 2021 09:46:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il dipinto, capolavoro della maturità dell’artista, rappresenta l’episodio dell’Antico Testamento, tratto dal I Libro di Samuele, in cui il giovane pastore Davide, dopo aver ucciso il terribile Golia con una semplice fionda, entra trionfante in Gerusalemme recando la testa mozzata del gigante in cima ad una spada. Castello, basandosi sul testo biblico («Al loro rientrare, mentre Davide tornava dall’uccisione del Filisteo, uscirono le donne da tutte le città d’Israele a cantare e a danzare incontro al re Saul, accompagnandosi con i tamburelli, con grida di gioia e con sistri. Le donne cantavano danzando e dicevano: “Ha ucciso Saul i suoi mille e Davide i suoi diecimila”»), allestisce qui una straordinaria scena teatrale barocca, tutta costruita sulle linee diagonali del grande carro e delle figure del corteo, che convergono al centro dirigendo lo sguardo dello spettatore… Clicca <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/wp-content/uploads/2021/02/Catalogo-Quattro-Secoli-di-Pittura.pdf">QUI</a> per vedere la descrizione completa nel Catalogo Quattro secoli di pittura, pg. 20-21]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>VALERIO CASTELLO</strong> (Genova, 1624-1659)<br />
Titolo: <em>Trionfo di Davide</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 144 x 198 cm<br />
Epoca: 1600</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Antonio Balestra (Verona 1666 &#8211; 1740), Bozzetto per la pala d&#8217;altare della chiesa di San Gregorio al Celio</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/antonio-balestra-verona-1666-1740-bozzetto-per-la-pala-daltare-della-chiesa-di-san-gregorio-al-celio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2021 17:14:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<strong>Dipinto sottoposto a vincolo di notifica, da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Soprintendenza ABAP di Torino, con dichiarazione di interesse culturale a tutela del patrimonio storico e artistico.</strong>

A richiedere a Balestra la pala romana si era mosso un personaggio veneziano di alta caratura, Angelo Maria Querini (1680-1755), che fu elevato alla dignità cardi­nalizia nel 1727. Il dipinto della Galleria Giamblanco che qui si presenta è legato a questa prestigiosa com­missione. Poche sono infatti le differenze con la versio­ne finale: l’impostazione compositiva e la posizione dei personaggi principali appaiono del tutto sovrapponibili, solo Gregorio Magno nella pala abbasserà la mano de­stra, pronto a scrivere sul pesante libro che un angioletto sorregge faticosamente sopra di sé. Nella piccola tela un compagno di quest’ultimo occupa l’angolo in basso a sinistra, quasi a sorvegliare il triregno che il Padre della Chiesa sembra aver abbandonato a terra, tutto intento a cogliere l’ispirazione della colomba dello Spirito Santo; e Gesù Bambino si divincola dalle mani della madre, in una posa spontanea ma un po’ disarticolata, che verrà calibrata maggiormente nella pala romana. La varia­zione maggiore si riscontra in alto a destra, laddove un angelo adolescente regge il drappo che fa da baldacchino improvvisato all’apparizione celeste: dettaglio che nella redazione maggiore sarà sostituito da due più piccoli e giocosi infanti alati.

Una serie di caratteri permette di restituire anche questa tela alla mano di Antonio Balestra: la correttezza dise­gnativa; la stesura materica accurata, ma corposa; la re­gia luministica sensibile, come rivelano gli intarsi di luce e ombra che definiscono il corpo del Bambino; il volto di sant’Andrea, modellato a tacche di colore; la cotta di san Gregorio, il cui candore è reso virtuosisticamente con colori «sporcati»; la bella invenzione dell’angelo in alto, che offre alla piena luce la morbida schiena.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>ANTONIO BALESTRA</strong> (Verona 1666 &#8211; 1740)<br />
Titolo: <em>Bozzetto per la pala d&#8217;altare della chiesa di San Gregorio al Celio</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 113 x 55,5 cm<br />
Epoca: 1700</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paolo Gerolamo Piola (Genova, 1666-1724), Maria Maddalena che acquista gli oli profumati</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/paolo-gerolamo-piola-genova-1666-1724-maria-maddalena-che-acquista-gli-oli-profumati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2021 16:34:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<strong>Dipinto sottoposto a vincolo di notifica da parte della Soprintendenza.</strong>

"Lo splendido dipinto è interamente ed esclusivamente opera del pennello solista di Paolo Gerolamo Piola: lo stagliarsi di un’autografia unica non è elemento scontato in una bottega, Casa Piola, dove la polifonia pittorica è prassi e consuetudine fra i membri della stessa famiglia. Figlio, nipote, fratello, cognato e zio di artisti, sin dalla prima giovinezza Paolo Gerolamo manifesta il suo talento e si dedica alla pittura in modo univoco: per questo è palesemente prediletto dal padre Domenico (1627-1703) e destinato alla successione nella gestione della più grande fucina delle arti liguri fra Sei e Settecento.
L’incontrastata, esclusiva raffinatezza del suo ruolo imprime fortemente la scena ligustica: il suo fare pittorico informa di sé il gusto dei coevi artisti e committenti che apprezzano l’innesto sul sostrato piolesco degli accenti romani mediati dall’attività presso la bottega di Carlo".

Clicca <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/wp-content/uploads/2021/02/Catalogo-Pittura-italiana-dal-Seicento-al-Novecento.pdf">QUI</a> per vedere la descrizione completa Pittura italiana dal Seicento al Novecento<strong>, </strong>2013, pg. 34-35.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>PAOLO GEROLAMO PIOLA </strong>(Genova, 1666-1724)<br />
Titolo: <em>Maria Maddalena che acquista oli profumati</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 135 x 203 cm<br />
Epoca: Seicento</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guglielmo Caccia Detto Il Moncalvo (Montabone 1568 &#8211; Moncalvo 1625), San Maurizio</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/guglielmo-caccia-detto-il-moncalvo-montabone-1568-moncalvo-1625-san-maurizio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2021 19:15:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA["Questa importante tela, finora inedita, rappresenta a figura intera san Maurizio a cavallo, voltato verso l’esterno del quadro in un intenso scambio di sguardi con lo spettatore, mentre sullo sfondo viene rappresentato il tumultuoso martirio della Legione Tebea, a cui il santo apparteneva. In alto a destra un angioletto porta una corona e la palma del martirio. San Maurizio indossa una corazza con la croce trifogliata, che corrisponde a quella dell’ordine sabaudo dei SS. Maurizio e Lazzaro (“La decorazione dell’ordine consta di una Croce d’oro trifogliata, smaltata di bianco (S. Maurizio)”, in Boselli 1917, parte II, Le classi dei decorati, p. 101), e un ricco elmo piumato. San Maurizio è patrono dei Savoia, che a lui intitolarono nel ‘400 un ordine cavalleresco, che nel 1573 divenne l’ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. "

(Expertise di Alberto Cottino)

Clicca <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/wp-content/uploads/2021/02/Catalogo-venticinque-anni-di-attivita.pdf">QUI</a> per vedere la descrizione completa Catalogo Venticinque anni di attività 2017/2018, pg. 18-19]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>GUGLIELMO CACCIA detto IL MONCALVO</strong> (Montabone 1568 &#8211; Moncalvo 1625)<br />
Titolo: <em>San Maurizio</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 193 x 133 cm<br />
Epoca: 1500<br />
Stato di conservazione: buono, da restaurare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guglielmo Caccia Detto Il Moncalvo (Montabone 1568 &#8211; Moncalvo 1625), San Giorgio</title>
		<link>https://www.galleriagiamblanco.com/prodotto/guglielmo-caccia-detto-il-moncalvo-montabone-1568-moncalvo-1625-san-giorgio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Galleria_Giamblanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2021 19:04:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA["Il bellissimo dipinto inedito qui studiato, in ottimo stato di conservazione, raffigura San Giorgio di Cappadocia a cavallo mentre sta rinfoderando la spada, con il drago a terra morente, quasi calpestato dal bianco destriero. Un angioletto sorridente sta per poggiare una corona sulla testa del santo mentre sullo sfondo, a sinistra, il pittore ha raffigurato il suo martirio, subito secondo l’agiografia con il taglio della testa dopo una durissima serie di torture e tormenti di ogni genere. Si tratta in realtà di vicende prive di documentazione certa, ma sviluppate in base ad una lunga e variegata tradizione popolare sintetizzata nella Passio Sancti Georgii, testo dichiarato apocrifo da papa Gelasio nel 496. Da notare che è assente la figura della principessa liberata dal santo."

(Expertise di Alberto Cottino)

Clicca <a href="https://www.galleriagiamblanco.com/wp-content/uploads/2021/02/Catalogo-venticinque-anni-di-attivita.pdf">QUI</a> per vedere la descrizione completa Catalogo Venticinque anni di attività 2017/2018, pg. 16-17]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <strong>GUGLIELMO CACCIA detto IL MONCALVO</strong> (Montabone 1568 &#8211; Moncalvo 1625)<br />
Titolo: <em>San Giorgio</em><br />
Tecnica: Olio su tela<br />
Dimensioni: 196 x 133 cm<br />
Epoca: 1600</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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